Inchieste
Inattaccabili: le spese militari dell'ItaliaE' un momento difficile, dicono. Un momento in cui il Paese deve fare dei sacrifici per scongiurare il default, dicono. Gli “indignati” (nuova forma di eresia, nonché il termine più alla moda quest'anno per convincere i bambini ad andare a letto la sera senza fare storie) sostengono che ci sono sistemi più equi per fare cassa, che tanto per cambiare non penalizzino chi ha sempre guadagnato meno dal sistema economico capitalistico-finanziario, ma facciano pagare chi ha contribuito a creare la crisi. Non ho intenzione di soffermarmi sul fatto che Monti, Papademos (capo del nuovo esecutivo greco) e Draghi (ora alla guida della Bce) siano stati consulenti della Goldman Sachs, la banca statunitense che influenza pesantemente le decisioni politiche negli Usa (e a quanto pare anche in Europa), causa insieme a Lehman Brothers e Morgan Stanley della bolla speculativa sui mutui “subprime” che ha dato l'avvio alla crisi. Non cercherò di farvi avere il quotidiano travaso di bile elencando i privilegi della casta politica e comparando lo stipendio di Obama con quello di un nostro sottosegretario o portaborse. Ultimo aggiornamento (Domenica 20 Novembre 2011 20:22) |
Lettera al sindaco Zanonato Pubblichiamo volentieri, anzi con gratitudine, la lettera che Marco Vezzaro, studente a Padova, ha inviato al sindaco Zanonato in seguito all'ordinanza di chiusura all'una di notte dei circoli E-style, Unwound, Pachuca e Mappaluna.(siamo d'accordo con lui, che Padova di spazi e socialità ne ha bisogno come l'aria). Gentile signor Sindaco, Il mio è un discorso non circoscritto all'ultima ordinanza. Essa è soltanto l'atto finale di un processo di imbarbarimento della vita notturna padovana al quale, c'è da ammetterlo, l'abbiamo costretta noi giovani. Ma la nostra è una generazione cresciuta con l'impressione costante di dare fastidio a Padova, un'impressione che diventa certezza all'università, che si è palesata nel momento in cui le proteste per la riforma universitaria, che vanno avanti fra alti e bassi da più di due anni (e lei se lo ricorda bene il funerale in Prato della Valle), sono state incomprese e osteggiate con un semplice e qualunquista "andate a lavorare!". Ci è stato insegnato che non importa cosa si beva e quale bevanda si mischi a quale, l'importante è bere. Ci è stato insegnato che non si può usare la toilette di un bar senza consumare. Ci è stato insegnato che ovunque siamo, diamo fastidio perché sporchiamo e schiamazziamo. Ci è stato insegnato che è meglio un centro vuoto e pulito che un centro affollato e sporco. Ci è stato insegnato che chi abita il centro non conosce differenze fra zone residenziali, come quelle di via Cesare Battisti, e zone ad alta densità commerciale, come quella delle piazze, e pretende lo stesso silenzio. Ci è stato insegnato che valgono più 400 firme di residenti che 400 di ragazzi e studenti. Ci è stato insegnato che la musica live o ha alle spalle qualcuno di grosso e richiama grosse folle, oppure si deve arrangiare con quello che trova, e in ogni caso rimanere a volume basso e fermarsi entro una certa ora. Siamo cresciuti in questo panorama e abbiamo, fatalmente, commesso dei grossi errori diventando bestie, reagendo in maniera ignorante. Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Febbraio 2011 12:07) Mobilità sostenibile: il caso di Reggio EmiliaLe automobili producono danni: inquinamento atmosferico e acustico, deterioramento dell’ambiente e del paesaggio urbano, incalcolabili rischi per la salute pubblica e costi alti per privati ed enti locali.
Ultimo aggiornamento (Martedì 23 Novembre 2010 12:42) Considerazioni dalla lungodegenza![]() Pubblichiamo volentieri un intervento di Alessandro, dottorando da Padova all'Europa del nord. Scrivo da un non meglio precisato paese dell’Europa del nord, che come a Paolini “mi fa tanto l’effetto di una lungodegenza”. Sono qua a offrire i miei gentili omaggi di visiting PhD student in un enorme gruppo di ricerca, e ogni tanto riesco tra grandi sofferenze a leggermi qualche mezzo articolo di giornale dall’Italia. Stasera mi imbatto, su gentile indicazione dell’uploadatrice, in uno dei soliti articoli sulla fuga dei cervelli e la ricerca e siamo bravissimi e nessuno ci vuole e allora ce ne andiamo e mi pagano di più. E devo essere sincero, mi danno sempre più fastidio. Non so se di più le domande idiote o le risposte dei cervelli. Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Novembre 2010 13:00) “Take charge of your PhD project!”![]() di Pierpaolo Spinelli Da un'esperienza di studio e ricerca in Olanda, un gioco delle parti per insegnare ai dottorandi a non farsi mettere i piedi in testa. Chi scrive è un dottorando italiano di un piccolo centro di ricerca sui materiali di Amsterdam, che si occupa di innovazione per le celle solari. Pubblichiamo volentieri! Immaginate una situazione del genere: il vostro supervisore, dal momento che sarà impegnato in una conferenza molto importante, vi chiede di sbrigare del lavoro extra per lui e non è la prima volta. Sicuramente vi porterà via molto tempo ed energia, con il risultato che il progetto al quale vi state dedicando, quello regolato da contratto e per cui siete pagati, rallenterà e magari non riuscirete a consegnare in tempo il lavoro. Vorreste dirgli di no, ma come fare? Si tratta pur sempre del vostro capo, quello che magari si rivolge a voi con modi cordiali, sorridendo apprezzando il vostro progetto. Bene, starete pensando che queste cose succedono solo in Italia e invece no, supervisori del genere esistono ovunque. Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Ottobre 2010 12:49) |



Pubblichiamo volentieri, anzi con gratitudine, la lettera che Marco Vezzaro, studente a Padova, ha inviato al sindaco Zanonato in seguito all'















