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Lettera al sindaco Zanonato

giradischiPubblichiamo volentieri, anzi con gratitudine, la lettera che Marco Vezzaro, studente a Padova, ha inviato al sindaco Zanonato in seguito all'ordinanza di chiusura all'una di notte dei circoli E-style, Unwound, Pachuca e Mappaluna.
(siamo d'accordo con lui, che Padova di spazi e socialità ne ha bisogno come l'aria).


Gentile signor Sindaco,

Il mio è un discorso non circoscritto all'ultima ordinanza. Essa è soltanto l'atto finale di un processo di imbarbarimento della vita notturna padovana al quale, c'è da ammetterlo, l'abbiamo costretta noi giovani. Ma la nostra è una generazione cresciuta con l'impressione costante di dare fastidio a Padova, un'impressione che diventa certezza all'università, che si è palesata nel momento in cui le proteste per la riforma universitaria, che vanno avanti fra alti e bassi da più di due anni (e lei se lo ricorda bene il funerale in Prato della Valle), sono state incomprese e osteggiate con un semplice e qualunquista "andate a lavorare!".

Ci è stato insegnato che non importa cosa si beva e quale bevanda si mischi a quale, l'importante è bere. Ci è stato insegnato che non si può usare la toilette di un bar senza consumare. Ci è stato insegnato che ovunque siamo, diamo fastidio perché sporchiamo e schiamazziamo. Ci è stato insegnato che è meglio un centro vuoto e pulito che un centro affollato e sporco. Ci è stato insegnato che chi abita il centro non conosce differenze fra zone residenziali, come quelle di via Cesare Battisti, e zone ad alta densità commerciale, come quella delle piazze, e pretende lo stesso silenzio. Ci è stato insegnato che valgono più 400 firme di residenti che 400 di ragazzi e studenti. Ci è stato insegnato che la musica live o ha alle spalle qualcuno di grosso e richiama grosse folle, oppure si deve arrangiare con quello che trova, e in ogni caso rimanere a volume basso e fermarsi entro una certa ora.

Siamo cresciuti in questo panorama e abbiamo, fatalmente, commesso dei grossi errori diventando bestie, reagendo in maniera ignorante.

Ma lei forse ignora, signor Sindaco, che ci sono anche persone che si fanno un mazzo così per cambiare le cose, per reinventare una vita notturna che è quintessenza di una qualsiasi città che miri alle ambizioni a cui mira lei; ci siamo noi di pleaserepeat.it, che tentiamo di portare della bella musica rock indipendente in una città spesso snobbata dalle scalette dei tour; ci sono i ragazzi del Crispy che dal nulla hanno inventato l'evento electro patavino in grado di battersi con realtà storiche come quelle vicentine del Vinile e veneziane del Wah Wah Club; ci sono i ragazzi di Afraid! che hanno raccolto un'eredità pesante di un altro locale storico vittima di questa lotta, il Banale, e che ora sono il punto di riferimento per chi vuol ballare rock; ci sono i ragazzi di Zoom from Inside che da quasi dieci anni con pazienza sono sempre più seguiti e propositivi, e hanno ottenuto dal comune di Noventa molto più di quanto non abbiano mai neanche sperato di ottenere dal comune di Padova. E c'è di sicuro molto altro di cui non sono a conoscenza.

E lei, lei ne è a conoscenza? Il Comune ha mai cercato di dialogare attivamente con chi sta cercando di educare il popolo padovano a comportarsi civilmente senza per questo negarsi il divertimento? La verità è che il sostegno a queste forze non esiste.

Crede che continuando a sbattere l'uno contro l'altro alla fine la città ne avrà vantaggi? Crede proibendo ai bar di darci da bere ci educheremo al bere responsabile da soli? Lei crede che una città sia solo la quiete dei residenti? Concentrando tutti i padovani in un unico centro dei divertimenti non otterrà soltanto di attirare anche la peggior fetta del "popolo della notte", che guarda caso è sempre la più evidente? Non sarebbe meglio distribuirci tutti e creare movimento e vita per le strade?

Gentile signor Sindaco, metterci tutti sotto un tendone riscaldato, sulla riva di un fiume, a bere birre e spritz non significa venirci incontro, non significa offrirci una vita notturna; significa mandarci via dalle palle.

Giovani che vogliono elevare una città universitaria con erasmus da tutto il mondo al livello che le è consono, ce ne sono.

Ci dialoghi; li sostenga; li ascolti; sia disposto a sacrificarsi e a sopportare qualche lamentela e qualche incidente di percorso che sicuramente ci sarà. Ma la politica della repressione non pagherà; trasformerà la nostra bella città in una enorme, grigia banlieue.

 

In fede

Marco Vezzaro

http://pleaserepeat.it/

Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Febbraio 2011 12:07)

 

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