Regimi e connivenze
Poco tempo fa Dario Franceschini, segretario del PD, si è detto preoccupato di una svolta autoritaria nel nostro paese dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. Strano, ho pensato, perché a me è un bel po' di tempo che sembra di vivere sotto un 'regime dittatoriale'.
Certo, non nelle sue forme classiche, non con sparizioni, arresti sommari e uccisioni, ma in una forma "nuova", una sorta di democrazia anestetizzata o messa in coma dove l'unica cosa che importa è il mantenimento dello status quo. Una dittattura "postmoderna" direbbero acuti pensatori rinchiusi nelle loro torri d'avorio. Sarà, ma a me non è mai piaciuto vivere di "Post", mi è sempre sembrato che sia un modo per evitare di cambiare e così, appunto, contribuire a mantenere lo status quo. Infatti, mi sembra che questa strana dittatura si fondi su connivenze e antistatalismo (antipolitica per dirlo alla moda).
Connivenze sono quelle di un'opposizione "debole", che pochi giorni prima delle dichiarazioni del suo leader ha fatto passare lo scudo fiscale perchè 27 suoi deputati erano "assenti".
Ma il rapporto tra PD e PDL ha radici ben più profonde, basti andare a quel giorno in cui un Berlusconi in difficoltà annunciò la costruzione del Partitone da "o dentro o fuori"; tutti i suoi alleati e nemici lo spernacchiarono e dichiarano l'illegittimità di quello che stava facendo. Tutti tranne uno: Walter Veltroni, leader e fondatore del PD, che si disse rallegrato della scelta e la considerò assieme alla fondazione del PD un elemento che avrebbe contribuito al miglioramento della democrazia italiana. Quanta lungimiranza!
Antistatalismo è quel fenomeno tipicamente italiano (legato dicono alcuni all'esistenza dello stato vaticano nel nostro territorio, ma non mi sembra qui il caso di approfondire) che al Sud genera reti sociali di tipo particolaristico - clientelari e al Nord il fenomeno del leghismo. Se nel mezzogiorno la malavita organizzata è una delle economie portanti (da sola fa il 6% del Pil nazionale) il leghismo al Nord garantisce che le distanze (anche conflittuali) coi centri del potere resti tale.
In poche parole: "è tutto un magna magna, non cambirà mai niente". Su questo semplice ed efficace postulato si regge nel senso comune il potere berlusconiano ed è da qui che si deve partire se si vogliono capire le sue ragioni più profonde.
Tutto ciò per ringraziare Dario Franceschini e tutta la Burocrazia del PD per le illuminate analisi e scelte politiche, ma ne faccio anche a meno. Coi regimi o si sta da una parte o si sta dall'altra. Non esistono le vie di mezzo. Il tempo e la storia trasformano le connivenze in responsabilità. E non danno scampo.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Novembre 2009 13:23)















