Bros, arte urbana - una difesa sentita...
Doverosa premessa, io non sono un esperto di writer, né di murales, né di tag, né di pittura. Ma almeno riesco a non fare di tutta l'erba un fascio, millemila tag senza senso che costellano le mura di un palazzo del Settecento non sono uno spettacolo gradevole ma questo non è il caso del lavoro di Bros perché quelle di Bros non sono tag. io non conosco Bros, non lo ho mai visto, ma girando per Milano ho visto alcune delle cose che ha fatto. Le sue, lo ripeto, non sono tag (Il legislatore responsabile dovrebbe agire secondo buon senso, visto che chi, poi, è tenuto a esercitare la giurisdizione non è che l'interprete della Legge stessa...). E lo stesso discorso si può fare per il lavoro di molti altri di cui non conosco nemmeno il nome, cioè questi che dispongono delle parentesi di colore nel grigio dei tubi delle metropolitane, e che rischiano la vita per farlo, mi sento di definirli degli artisti. E per di più artisti della specie migliore, artisti di quelli che servirebbero in grande quantità a questo paese; artisti che non sono mercanti d'arte (anche se proprio di questo Bros è stato ultimamente accusato dai duri e puri della street-art, avendo di recente esposto i suoi lavori al PAC), comunque artisti che lasciano i loro lavori alla cittadinanza senza chiedere niente in cambio. Questi che arricchiscono e umanizzano la monotonia del paesaggio urbano non devono essere perseguitati ma esaltati, perché la loro è una espressione di arte organica che entra, a pieno diritto, a far parte del volto stesso della città moderna.
Stamattina sono andato a leggermi Il Corriere online e mi sono trovato una bella letterina del vice sindaco di Milano che parlava del caso Bros. Per chi non lo sapesse Bros è un writer definito da Sgarbi, per quello che può valere, il moderno Giotto... Si dia il caso che questo Bros stia passando qualche guaio con la legge, perché i suoi lavori sono stati ritenuti dal comune di Milano dei miserabili imbrattamenti, per di più, a causa della riforma del luglio 2009 che ha inasprito le pene per il reato di imbrattamento (articolo 639 del codice penale) il writer milanese, corre il rischio di finire in gatta-buia.
Il clima che nella città del Duomo si respira ricorda Equilibrium. Per chi non se lo ricordasse, quello che comincia con dei loschi figuri che trovano in un seminterrato la Monna Lisa e, dopo un “è autentica” le danno fuoco. I parallelismi ci sono tutti, oltre alla tristezza e alla desolazione della città che ci viene mostrata in questo film (una città che ha un aspetto molto simile a quello del capoluogo lombardo): il comune di Milano ha creato una apposita task-foce per combattere i writer. La task-force in pratica agisce così: i writer lasciano la loro firma sotto alle opere che realizzano, la task-force prende queste firme e le cataloga e per ognuna di esse trova il proprietario - gli dà un volto - così quando trova un nuovo graffito, dopo averlo epurato, fa una bella telefonatina a chi di fatto lo aveva realizzato, o gli manda una volante sotto casa per presentare il conto, un conto che dall'estate scorsa può finire nel penale.
Ma il problema, proprio nella lettere inviata dal sig. Riccardo De Corato al Corriere viene messo bene in luce, una lettera manichea che distingue tra artisti che vendono ed espongono e vandali, in pratica, forse il vice sindaco di Milano ci sta suggerendo un insieme molto semplice di norme per stabilire che cosa sia o che cosa non sia arte: l'arte è quella che viene esposta e che vende, qualcosa che si monetizza, qualcosa che viene concesso dalle autorità, qualcosa che nel suo esistere non infranga la legge e non turba. È un problema più sociologico che altro, allora, quello dei writer, che ha a che fare con il 'rispetto dell'autorità', della 'proprietà privata' e delle 'leggi preordinate del mercato dell'arte'. Possiamo riassumere il tutto così, per chiarezza e semplicità:
io autorità non ti ho dato il permesso di mettere a disposizione della comunità la tua opera, ne consegue che questa non possa essere ritenuta effettivamente un'espressione artistica.
Io cittadino non voglio che tu possa trasformare una porzione di un muro che mi appartiene in un'opera d'arte, perché oltrepassi i limiti della civile convivenza – perché non mi hai chiesto il permesso di farlo (allora tutti i lavori di Bansky dovrebbero essere immediatamente mondati!).
Io speculatore dell'arte non posso guadagnare un fico secco dal tuo lavoro, perché il tuo lavoro è a disposizione di tutti gratuitamente, questo non va proprio bene!
Ora, di fatto, l'unica posizione che posso ritenere accettabile è quella del povero bigotto che, la mattina alle sei quando esce di casa per recarsi al lavoro, scopre che nella notte una porzione del muro della palazzina in cui vive ha perso il suo color pervinca perché qualche sciagurato la ha trasformata in un murales multicolour che, magari, orrore degli orrori, ha per tema un qualche fastidioso problema sociale che riguarda i giovani – ma in quel caso dovrebbe essere proprio l'autorità a bussare alla porta del povero bigotto e chiarire quello che può essere il valore di un'espressione di questa natura, sempre l'autorità allora, dovrebbe indagare perché una moltitudine di persone decida di riappropriarsi degli spazi urbani in un certo modo, perché se è vero che il nostro Stato tutela, giustamente, la proprietà privata, è anche vero che il 'bene comune' deve essere tenuto in maggior considerazione rispetto a quello che è il ruggito del topo. Ma senza andare a toccare casi delicati come quello appena descritto – ora santa pupazza, mi domando che problema ci sia se uno come Bros trasforma un grigio viadotto in un insieme sgargiante di figure, o se fa lo stesso con le mura di un magazzino dismesso o di un parco pubblico. Questi, il comune stesso dovrebbe capirlo, sono lavori di riqualificazione che qualcuno si accolla di fare gratuitamente, altro che 'costi e danni'. Ma lo spirito di comunità, si sa bene, a Milano non è certo di casa, il vice sindaco infatti, chiudendo la sua letteruccola ha il coraggio di affermare che: […] Ma si metta sul mercato ed esponga le sue opere nelle sedi appropriate. […] non vi sembra anche a voi una posizione piuttosto semplicistica?, e per di più dal basso profilo morale (senza poi considerare che Bros in passato ha anche esposto, sial al PAC che a Palazzo Reale, ma non mi aspettavo che il secondo cittadino si fosse preso davvero la briga di raccogliere qualche informazione prima di scrivere e inviare). Ora, chiudendo questo breve pamphlet, voglio consigliare al il sig. Riccardo De Corato che si legga una delle più celebri poesie di Pound, Usura... Anzi, oggi mi sento buono, gliela trascriverò qui sotto (per di più tradotta).
Con Usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa, ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fé con usura
Duccio non si fé con usura
né Pier della Francesca o Zuan Bellini
né fu la "Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si fé con usura, né Ambrogio de Praedis,
Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
Con usura non sorsero
Saint Trophime e Saint Hilaire,
Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte e artigiano
tarla la tela nel telaio, non lascia tempo
per apprendere l'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
Usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo,
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra i giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
Carogne crapulano
ospiti d'usura.
Ultimo aggiornamento (Sabato 10 Aprile 2010 12:59)
















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