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Letteratura Fantasy in Italia, seconda parte.

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Letteratura Fantasy in Italia, seconda parte.
I 'Barbarismi'?
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Per la rubrica del lunedì, letteratura...

“Un romanziere dovrebbe documentarsi anche quando non deve affrontare un romanzo storico. Buona parte della sua esistenza dovrebbe essere dedicata ad acquisire documentazione su ciò che intende poi comunicare e, in genere, su ciò che lo incuriosisce. Il buon romanziere è come un topo che annusa tutti gli angolini. Da lì nascono i romanzi, dalle cantine: non da un supposto contatto con gli dei.”
Valerio Evangelisti

Scuse: lunedì scorso è saltato, fervevano i preparativi per un viaggio-gonzo a Valencia, se avrò tempo ne parlerò qui su LogOut, con apprezzabile sentimento anti-italiota.


Nel precedente appuntamento ho trattato per sommi capi la questione di una sorta di identità etnica dei generi letterari, che cosa ciò può comportare una certa incoscienza a riguardo di questo tema quando si scrive letteratura fantasy da italiani, questo lunedì affronterò molto succintamente un argomento che è legato alla coscienza dell'identità, delle identità; la coerenza. Una lingua è identità, una identità che ci è stata data, lo ripeto a costo di sembrare noiosamente saussuriano; tutto il bagaglio di parole che abbiamo a disposizione per descrivere il mondo ci consente di fornire agli altri una nostra rappresentazione del mondo come noi attuiamo la scelta delle forme e delle parole è un mistero, il risultato però ce lo troviamo davanti agli occhi, sono gli articoli, i racconti, le lettere, i discorsi, tutto quello che è parola.
Gli altri ricevono questa rappresentazione che di per sé non ha nessun significato - saranno proprio loro, in base alla loro sensibilità, al loro bagaglio culturale ecc. che attribuiranno un personale significato a questo oggetto linguistico che è stato a loro fornito, nel nostro caso un racconto/romanzo fantastico/fantasy, - e questa attribuzione di senso dipenderà anche dal codice con cui questo sarà stato scritto, e tra l'interazione tra i vari registri linguistici e i linguaggi specifici che in esso verranno ad avvicendarsi.
Coerenza linguistica: la relazione che lega i significati degli enunciati che formano un testo [...] la coerenza è attribuita al testo a chi lo interpreta [...] legami fra i significanti di enunciati possono sussistere sulla base di conoscenze enciclopediche o pragmatiche condivise tra i parlanti ad es. il seguente dialogo "A: mi porti una bistecca ben cotta con patatine. B: Va bene. Da bere?" risulta coerente anche in assenza di legami lessicali e grammaticali perché situato nella situazione "cliente di un ristorante che ordina, cameriere che annota"1.

Questo dialogo è coerente perché tutti noi viviamo in un mondo dove esso appare del tutto comune, dal significato condiviso e poco equivocabile, se lo stesso dialogo però si realizzasse in un mondo fittizio dove tutti sono vegetariani be', la coerenza salterebbe - questo è ciò che avviene in un romanzo fantasy, la gestione di una serie di elementi testuali in coerenza tra loro e soprattutto in uno stretto equilibrio progettuale dove, in teoria, non sono ammesse intrusioni del mondo 'che sta di qua', perché se è vero che tutto è possibile in letteratura troppo spesso ci si dimentica che tutto sì è possibile, ma con motivazione, e la motivazione altro non è nel nostro caso che l'aderire a una coerenza interna, le potremmo chiamare le regole fisiche dello scrivere, e valgono non solo per la letteratura fantastica, dove vengono portate al loro limite, alle loro conseguenze più estreme, ma per tutta la letteratura; non posso descrivere un personaggio per alto e biondo e due pagine dopo dire che è basso e moro senza spiegare il perché di questo mutamento, non posso prendere una bambina e farle cambiare dimensioni più e più volte nell'arco di un racconto senza mettere un biscotto o una pozione magica perché ciò avvenga, Alice nel Paese delle Meraviglie. Questo se prendete un libro di Licia Troisi, invece, avviene con buona frequenza, ma per quanto riguarda le analisi sui testi di Licia Troisi e compagnia cantante rimando a Gamberi Fantasy, dove i dettagli sono stati ampiamente discussi.
Vi faccio un esempio di coerenza in positivo, ora sto finendo di leggere Antracite di Evangelisti, quando Evangelisti descrive le miniere di carbone degli U.S.A. mette un bel corsivo nel momento in cui entra nel codice specifico di questo luogo (e quindi nell'identità stessa di questo luogo), quel linguaggio specifico composto da parole che in una pratica tabellina marcheremmo tutte con una bella serie di + e che, con un certo grado di approssimazione, arriveremmo a inserirle tutte nello stesso insieme, quello appunto del linguaggio specifico dell'industria estrattiva di uno specifico luogo in uno specifico tempo;
+ anglismo
+ miniera di carbone ecc. ecc.

Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Maggio 2010 10:10)

 

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