Giovenale, Satira VI, chi sorveglierà gli stessi sorveglianti? Qualcuno doveva sorvegliare sulla nostra società: i politici, le Accademie, gli intellettuali. Ma noi, cittadini, ci siamo dimenticati di sorvegliare i sorveglianti. Il potere avvelena chi occupa posizioni di potere, e allora la piazza deve ricordare a questo qualcuno perché si trova dietro a una particolare scrivania, a prendere decisioni che influiranno sulla vita di milioni di persone oggi, come domani - non ce ne accorgiamo noi e se ne accorgono in Bhutan, dove i crimini contro l'ambiente sono quelli sanzionati più duramente, perché distruggono il retaggio che bisogna lasciare alle generazioni che verranno.
Che cosa voglio dirvi con tutto questo? Semplicemente che noi studenti, che noi precari, che noi disoccupati, siamo i primi responsabili dell'aria che si respira nel Nostro Paese. Dovevamo dire 'no', 'no', 'no': ma abbiamo preferito il limite della 'rappresentanza', dimenticandoci che la politica vera è quella che si fa 'partecipando'. E allora 'no', 'no', 'no', siamo in grado di dirlo solo quando ci viene data la possibilità di versarci in una identità: sindacati, partiti, movimenti - quando ci accorgeremo di fare parte di una cosa meno esclusiva, di una generazione?