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Sì, Berlusconi ha ragione.

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Sì, Berlusconi ha ragione.
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Sì Berlusconi alla fine ha ragione, per salvare capre e cavoli è l'unica da fare. Tacere, dire che tutto va bene. È l'ABC della propaganda non fare sapere alla gente che un problema c'è, o se proprio non ne puoi fare a meno metterlo in una bella zolletta di zucchero, come si fa con le medicine amare in gocce da dare ai bambini. È giusto che le notizie 'contro' le metti sotto terra, le soffochi nel rumore perché se il mondo in cui viviamo è quello che andiamo a conoscere giorno dopo giorno attraverso i Media, be', meglio che questi Media ci impartiscano un mondo che sia una infinita festa dove tutti possono andare a puttane e guadagnare un sacco di soldi facendo finanza creativa, il tronista, la velina l'europarlamentare scosciata.

Allora se c'è qualche depresso a cui le cose non vanno, qualche nullafacente, a dirla alla Brunetta, e qualcuno ne parla (o è lui stesso a parlare, se glielo hanno insegnato), e magari ne parla anche in modo quasi 'incazzato' alla 'forse dovremmo cambiare qualcosa'. Bene queste voci scomode, antipatiche, nel manuale del perfetto statista c'è scritto che non le devi censurare, tu sei il governo, il governo demo-cratico, queste cose da Nicaragua e da franchismo non le fai! Fai che sia il popolo a fare questo per te. Non lo sentite?, non lo capite?, è tutto un altro gusto, però mi raccomando, che sia il popolo quello giusto, quello coi soldi a dire l'ultima parola: non pagate pubblicità a quei giornali che parlano della crisi, che diffondono dubbi e preoccupazioni «chiudere la bocca a tutti questi organismi internazionali che ogni giorno dicono la crisi di qua e la crisi di là» «agli organi di stampa che tutti i giorni danno incentivi alla paura e diffondono il panico». È vero, non c'è niente che non torni, basterebbe vedere un po' di statistiche, giocare ai tecnici per qualche minuto: in Italia, a detta del Censis, l'opinione pubblica per buona parte si forma in poltrona, davanti alla TV, (non c'è niente di più feroce della banalissima televisione, direbbe Pasolini, ma tralasciamo) qualche poveretto legge i giornali (i più istruiti a detta sempre del Censis), ed un esiguo 7% con la rete. E allora perché prendersela coi giornali che sono 'poco influenti' a meno che gli unici giornali in Italia con un numero di lettori decorosi siano, ma guarda un po' te, proprio quelli che parlano come tu non vorresti (La Repubblica, - diffusione 556.433 a dicembre 2008 - ed il Corriere della Sera - diffusione 620.605 a dicembre 2008 -) a differenza del tuo, di partito, che è Il Giornale, dalla diffusione di  192.720, sempre a dicembre 2008, che appena Indro Montanelli sa come lo hai conciato torna dall'aldilà per dirti il fatto suo. L'unica da fare e far tacere gli untori, i pessimisti, gli economisti, i banchieri, sì Berlusconi ha ragione (partiamo con un bel bavaglio a Draghi allora) – e poi diciamo che le cose vanno bene; così la gente continuerà a fare l'operaio o la sciampista, sapendo che ce la farà prima o poi, dico, a diventare tronista o velina.

Una bella 'iniezione di ottimismo' al paese, e anche un bel nemico invisibile contro cui lottare, ecco come bisogna fare, perché così si dà grinta al popolo e si tira avanti: c'è da spendere, c'è da comprare e da consumare senza farsi troppe domande, se qualcosa va male è colpa dei comunisti e dei cospiratori. Ecco – qualcuno plauderà al fatto che una cosa veramente di destra è saltata fuori, una forma mentis. Il problema non è la crisi in quanto tale, questa cosa che non si sa se c'è o non c'è (anche se i piccoli poli industriali si svuotano e gente di quarantanni resta a casa n.d.r.) il problema è il futuro che non vuoi che sia all'insegna di qualcosa di 'nuovo'.

Se una fantomatica crisi andasse avanti metterebbe forse qualche seme nelle coscienze, qualcuno si inizierebbe a chiedere (oltre ai soliti quattro bistrattati intellettuali) se questa è davvero l'unica società possibile, e invece no, diciamo che le cose vanno bene, andiamo avanti in questo modo, spendiamo e consumiamo, tutto si rimetterà in moto – dopo ogni crisi arriva il Boom, quello dei fuochi d'artificio, la berlina e la casa in montagna, con tutti che lavorano, tutti che sorridono, quello dove tutti si sentono protagonisti della pubblicità Barilla e di Top Gun.



Ultimo aggiornamento (Martedì 03 Novembre 2009 22:02)

 

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