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Considera geografia.

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Considera geografia.
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Il problema che il corso non esista più è relativo, e che in tutta probabilità non esisterà mai più. Lo ho saputo ad una non piacevolissima assemblea di Ateneo dove eravamo le 4 solite facce, e le solite parti decise ancora prima di cominciare, con i soliti ad alzare la voce ed i soliti ad abbassare i toni, pace. Non li conosco per nome i ragazzi dell'ex-corso di Geografia ma non credo sia necessario per parlarne, d'altro canto tutti i giorni i telegiornali propongono servizi su questo o quel dramma lasciando da parte le persone, mettendo la luce sull'esplosione, be' io non li conosco per nome dicevo, però almeno non parlerò del botto, delle proteste che ci sono state, né dell'atteggiamento del Magnifico Rettore, né tanto meno della politica della Facoltà di Lettere.

Il numero delle persone che si erano iscritte a geografia non mi interessa. La cosa che mi interessa è che l'Università degli studi di Padova ha raggirato dei ragazzi di 19/20 anni, freschi freschi di Superiori. Questo è il dato umano, scialbo, inequivocabile, tutto il resto sono chiacchiere, o quasi. Che la cosa sia stata fatta seguendo una logica perversa, machiavellica o che sia avvenuta per una serie di sfortunate coincidenze, o ancora per un mischiarsi delle due cose, è ininfluente. Almeno per quello che mi interessa dire qui, è come se si chiedesse ai Dispacci di Herr di parlare di politica americana senza le immagini del Vietnam, quello è un libro di guerra, punto e stop.

Il risultato è stato chiaro e mi soffermerò su questo: a quelli che si erano iscritti al primo anno di Geografia è stata data l'opportunità di perdere fiducia nei confronti di quell'istituzione di cui anche io, e probabilmente anche voi, fate parte.
La colpa non è di un'istituzione qualsiasi, la cosa che mi congestiona i pugni, e che dovrebbe fare lo stesso effetto anche a voi, è il fatto che la colpa sia da attribuire a quell'istituzione da cui ci si aspetterebbe una condotta di alto-alto profilo morale. L'Università, in questa storia, oltre che fare del male a dei ragazzi, si è fatta male da sola, quanto meno agli occhi delle persone comuni, che sono quelle che mi interessano.
E ci sarebbe quel piccolo particolare - forse per alcuni di poco conto -, che a questi ragazzi gli si è fatto correre il rischio di perdere un anno. Un anno non tanto di studio, ma di vita. E chiunque, se ci riflette bene, può capire che questo non è un olocausto accettabile per farsi belli agli occhi del governo di turno o più semplicemente per 'razionalizzare'. Strozzare un anno di vita a qualcuno è una cosa che difficilmente si può perdonare, perché il tempo, scusate la banalità, non è una bobina che si riavvolge.



Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Novembre 2009 16:31)

 

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