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Padova. Un po' racconto, un po' poesia.

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Padova. Un po' racconto, un po' poesia.
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Questi due lavori fanno parte della raccolta a cui sto lavorando, li ho rivisti in questi giorni di ferie, 'ché avevo tempo di scrivere e starmene in pace. In questi giorni ho scoperto il piacere dello scrivere itinerante, da un posto all'altro della casa, un triangolo, soggiorno, cucina, camera da letto. Mi annoio ad alzare lo sguardo sempre sulle stesse cose, e allora giro, giro per casa, ogni volta che mi manca la voglia di andare avanti a scrivere. Comunque, sto scrivendo questa raccolta perché sia una di quelle che si leggono ad alta voce. Che si leggono per qualcuno che ascolti, qualcuno che interrompa con un parliamone, parliamone. Una raccolta di poesia popolare.

 

Sperare

Allora ragazzi, questa è una storia un po' difficile,

piena di cose su cui ragionare, ma andremo avanti

passo a passo così che nessuno si annoi. Be' ragazzi,

c'è questa nave, il Rex, una nave che forse

qualcuno ricorda per il film di Fellini, Amarcord.

Quel momento in cui si sente una sirena nella notte

e le barchette si azzittiscono e sembrano gusci di noce.

Be', amici questa nave è stato un vanto del fascismo

e la poesia che segue, anzi questa poesia

che in pratica vi sto già leggendo, vede la nostra città,

ma potrebbe essere un'altra città. Qualsiasi.

Basta cambiare un nome, bastano due grammi di fantasia,

dicevo, vede la nostra città proprio come un transatlantico

che senza il mare sotto a dar lavoro ai motori

non può andare da nessuna parte. Può solo incassarsi

sempre più nella terra e pompare e pompare su terra.

Vedete, ho questa pro-zia che ha girato il mondo

e io da bambino sentivo i suoi racconti e così

quasi è la stessa cosa dico io, è come se anche io

sia stato in giro per il mondo. Be', questa mia pro-zia

mi diceva sempre: che paura che paura, che paura.

'Ché una volta era in nave e la nave si arenò,

e quando si arenò lei era in piscina, e la piscina

era piena di acqua di mare che veniva dal mare

per dei tubi sullo scafo, e allora iniziò a salire

il fango e la piscina in un attimo fu piena di roba nera

e sabbia e pesci di fondale, alghe pesci tritati e puzzo

di salmastro, e tutti gridavano e urlavano e correvano

i vecchi i bambini le donne, senza che vi fosse

ordine, niente: prima le donne e poi i bambini

proprio niente di niente, tutti che correvano da una parte

all'altra e saltavano fuori sporchi del fondo del mare

e improvvisamente non gliene fregava più a nessuno

delle cuffiette sui capelli a margherite rosse

e della musica classica e del tiro al piattello

della tintarella e di essere vicini a Bora Bora o chissà dove

volevano solo scendere – scendere non si poteva.



Ultimo aggiornamento (Venerdì 11 Dicembre 2009 15:29)

 

Commenti  

 
0 #1 liala 2009-12-10 15:15 http://www.youtube.com/watch?v=WEfHQ9_jiiY Citazione
 

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