Arbeit macht frei
Pum Pum Pum. Tre colpi secchi, alla nuca, mentre dorme. Pumpumpum, ma si accascia prima, guarda il corpo del nemico in posizione fetale, ne osserva il viso: sfracellato sulla parete di fronte, sangue ovunque. Pum, pum pum, il rumore dei passi nel corridoio, si guarda allo specchio, il soldato: si punta la pistola in gola, spara, sente il sangue, caldo, in gola, forse.
Abulia.
Era russo, cecchino dalla mira di falco.
Un giorno una giornalista gli aveva chiesto:
“Perché l’hai ucciso?”
“Non lo so”, aveva risposto.
“Perché gli hai tagliato le orecchie?”
“Non lo so”, aveva risposto.
“Perché gli hai fatto lo scalpo?”
“Ma è un ceceno”, aveva risposto.
“Capisco”
Più o meno come chiedere di che reggimento siete fratelli a un bambino. Si sa cosa si chiede, ma non si sa come finirà.
Abulia.
Era russo, cecchino dalla mira di falco.
Un giorno una giornalista gli aveva chiesto:
“Perché l’hai ucciso?”
“Non lo so”, aveva risposto.
“Perché gli hai tagliato le orecchie?”
“Non lo so”, aveva risposto.
“Perché gli hai fatto lo scalpo?”
“Ma è un ceceno”, aveva risposto.
“Capisco”
Più o meno come chiedere di che reggimento siete fratelli a un bambino. Si sa cosa si chiede, ma non si sa come finirà.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 04 Gennaio 2010 14:23)















