Prima di Rosarno.
"Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente; si limitano a piangere della propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose."
(da Malcolm X Speaks: Selected Speeches and Statements, George Breitman, 1965)
Dovevamo lasciare il villaggio, l'acqua del pozzo era diventata velenosa, il fiume si era prosciugato per colpa delle dighe in un altro paese messo in mezzo ad altri paesi dagli occidentali. Allora questa cosa non la sapevo.Si doveva scavare nell'alveo, nel fango secco, se si aveva fortuna si arrivava all'acqua, limacciosa e puzzolente. Riempire le giare era un lavoro faticoso. Bisognava essere là al mattino presto per poterlo fare, perché con il sole alto nel cielo il fango nero bolliva.
E le donne non ce la facevano da sole, due ore di cammino in discesa fino al fiume, tre ore a risalire la collina, fino a casa, con le spalle incassate nel corpo dal peso dei vasi e dell'acqua. Ogni tanto un uccello verde e metallico dalla coda lunga passava come un fulmine di piume sopra le nostre teste per poi sparire nel folto dei rami. Il vecchio orologio meccanico funzionava ancora, i preti ci avevano insegnato il tempo e come muovere i pesi giorno dopo giorno, per non farlo arrestare.
La foresta era diventata gialla e il lungo fronte della deforestazione avanzava ogni giorno di più, tolti gli alberi restava il rosso della terra argillosa, e una volta ero andato a spiare e avevo visto i tronchi che venivano disposti sdraiati uno sopra all'altro. Dei bianchi arrivavano per controllarli e ci facevano sopra dei segni che non capivo. Allora la maggior parte di quegli alberi venivano presi e ammassati da un'altra parte, con la notte sarebbero stati bruciati riempiendo di fumo oleoso e sapore di resina il cielo. Non si sarebbero più rialzati e nessun bambino europeo ci avrebbe posato sopra i piedini nudi.La notte i fuochi degli accampamenti dei guerriglieri si facevano sempre più vicini a noi. Alcuni ragazzi si erano uniti a loro, qualche bambino era stato preso con loro perché sapesse sparare presto. Le donne più giovani erano state portate via nel buio e non avevano urlato che quando erano state lontane e le si sentiva perché l'oscurità taceva quando lo facevano.
Solo qualche vecchio aveva protestato, non gli era stata data una seconda possibilità per farlo.
Tutto era secco, le persone stesse erano figure di terra vizza, con le scapole in vista, ma le zanzare, le zanzare che venivano dal cavo delle radici erano sempre di più e si muovevano in nuvole tra le nuvole delle fronde scosse dal vento, un vento che la notte era gelido e il giorno ustionante.
Molti si erano ammalati e non avrebbero passato la settimana. I bambini che giocavano nel recinto con le vacche dal latte inacidito stavano perdendo la faccia, era iniziato tutto dalla bocca, le labbra si erano dissolte come se si fossero ritirate nelle ossa, e poi le guance e le gengive.
Da un lato il deserto che inghiottiva quelli che erano stati i campi dei nostri padri e che lambiva l'avanzo del fiume, dall'altro le ruspe e chi tagliava gli alberi e spianava la terra per nuovi campi, in mezzo il nostro villaggio e i guerriglieri.
La città stava a dieci giorni di cammino, una volta c'ero stato, c'ero stato quando ero bambino. Quando c'era ancora la scuola dei preti e un medico ci dava delle pastiglie che sapevano di zucchero e altre amare, le chiamava vitamine, e poi ci faceva delle punture per altri scopi, fino a quando c'erano stati i preti le cose andavano meglio e avevamo imparato a leggere e a scrivere e a pregare ma non le canzoni degli avi o i segreti della foresta. Poi i guerriglieri ne avevano rapiti alcuni per un riscatto e la missione se ne era andata e le suore ci avevano detto che erano dispiaciute e ci avevano lasciato dei soldi e delle bibbie.
La città stava a dieci giorni di cammino e volevo andarci con qualcun altro che avesse voluto, lì sarebbe stato meglio perché avremmo trovato dei soldi per partire per l'Europa e vivere come l'uomo bianco, sui pavimenti di legno pregiato che venivano dalla nostra foresta, e avremmo guardato la televisione dell'uomo bianco e avremmo vissuto la prosperità dell'uomo bianco che l'uomo bianco ci aveva tolto.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Gennaio 2010 15:30)















