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Dalla wireless alla internetless: storiella di Internet all'italiana

A volte penso che sia un mio diritto potermi connettere ad internet da dove voglio e quando voglio. Alla fine i mezzi ci sarebbero e non sarebbe tanto difficile per uno stato moderno fare un programma di alfabetizzazione digitale. Questo ovviamente in Italia non è possibile per ragioni politiche, ma questo aspetto del problema me lo sono messo via da un bel po'. Certo in quanto studente universitario me lo aspetterei però, anche perché molti servizi vitali per uno studente all'Università degli studi di Padova si possono avere solo via internet; un esempio su tutti: iscriversi ad un esame. Questo è un problema ben noto a tutti, tanto che nell'ultima farsesca campagna elettorale universitaria non c'era una lista che non promettesse internet wireless ovunque.

 

Così passa un anno senza che il problema si ripresenti, finché non mi viene in mente che la tesi potrei scriverla in aula studio e guarda caso scopro che da quest'anno c'è veramente la wireless e ci si può connettere da alcuni punti. Certo, penso, non da tutta l'università ma comunque è un primo passo. Certo, non vedo nessuno in aula studio con un pc connesso ad internet, ma non importa si sa che noi italiani siamo restii ai cambiamenti. Così inizio il mio percorso verso la negazione dell'accesso che vi riassumerò in un elenco di passaggi obbligati:

1) Convinto di dovermi fare un account nella rete della facoltàmi informo e scopro che è possibile SOLO IL MARTEDI' MATTINA e il GIOVEDI' POMERIGGIO.

2) Fatto l'account scopro che NON SERVE A NIENTE perché la rete è gestita dal comune. "Bene!", mi dico, dato che mi sono già fatto un account anche per la rete comunale in un precedente momento di ottimismo.

3) Allora da bravo cittadino vado all'UFFICIO RELAZIONI COL PUBBLICO DEL COMUNE DI PADOVA per chiedere chiarimenti su come fare ad accedere dall'università alla rete. Loro mi dicono che NON NE SANNO NIENTE, ma che hanno sentito che c'è un progetto in piedi con la società PADOVA WIFI (e non wifi padova, che è la rete del comune). L'impiegata con molta gentilezza mi fa vedere il sito e mi dice che basta iscrivermi.

4) Torno all'università accedo ad internet da uno dei cinque fissi presenti in aula studio. Inizio la priocedura di registrazione e... scopro che BISOGNA ALLEGARE UNA SCANSIONE DEL LIBRETTO E DELLA PROPRIA CARTA D'IDENTITà. Qui mi sorge il primo dubbio: quanti studenti hanno uno scanner?

5) Comunque non mi faccio scoraggiare. Torno a casa e con la mia stampante da 40 euro e tiro su con lo scanner le due immagini. Riavvio la procedura e... SCOPRO CHE IL MIO INDIRIZZO E-MAIL NON VA BENE, MA CHE BISOGNA INSERIRE UN INDIRIZZO @STUDENTI.UNIPD.IT (indirizzo di cui non sapevo l'esistenza).

6) Allora provo a registrarmi come semplice cittadino. Tutto va in porto, salvo che A FINE PROCEDURA scopro che PADOVA WI FI è UNA RETE A PAGAMENTO! A questo punto più che scoraggiarmi mi incazzo, blocco la procedura e mando a fanculo società, comune di Padova e Università. Ho capito il messaggio: nel mio paese il DIRITTO D'ACCESSO non è contemplato, anzi forse chi ci governa non sa neanche cos'è.

CHICCA FINALE: Padova Wi Fi è una rete che ha vari nodi in tutta la città. Sapete dove sono i più numerosi? LUNGO LE FERMATE DEL METROBUS!!! MA CI PRENDETE PER IL CULO? CHI CAZZO è CHE SI CONNETTE (A PAGAMENTO) DALLA FERMATA DELL'AUTOBUS?

Ps. immagino che mi risponderebbero: "chi ha il cellulare wi fi". Salvo perdere la linea da una fermata all'altra...

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 09 Marzo 2010 13:40)

 

Commenti  

 
0 #5 ieffri 2010-03-18 21:04 Una bellissima precisazione:
padova wifi è un progetto di TelereteNordest , che fa parte di Aps holding. Trattasi quindi di una società municipalizzata e quindi finanziata coi soldi pubbici… praticamente la rete PD wifi è stata pagata coi nostri schei, è pubblica… ma date un'occhiata ai costi degli abbonamenti!
Citazione
 
 
0 #4 NicolaR 2010-02-12 18:48 Ma io MI SONO RIVOLTO a un rappresentante. Per quanto riguarda le "prove a carico" mi basta sottolineare due cose:
- è scandaloso che un'azienda PRIVATA gestisca la connessione wire less in facoltà.
- se tutti questi problemi non ci fossero dovrei vedere un bel pò di gente connessa col suo pc al liviano. Invece non vedo mai NESSUNO.
ps: per me i rappresentanti comunque non devono essere degli onniscenti risolutori di problemi burocratici, non gli chiederei mai tanto.
Citazione
 
 
0 #3 Jacopo 2010-02-11 12:22 sono d'accordo su tutta la linea.
solo che ora la domanda è?

"quindi come facciamo a migliorare la situazione?"
domandiamo ai rappresentanti degli studenti se chiedono al nonno rettore di dare internet ai bambini?
domandiamo ai rappresentanti dei cittadini se chiedono allo zio sindaco di dare internet a tutti?

sono contrario a chiedere ai rappresentanti.
non mi piace che qualcuno vada a rivendicare cose che posso rivendicare io.

internet deve essere un diritto per tutti, sempre, e senza costi. punto.
Citazione
 
 
0 #2 liala 2010-02-10 16:02 se ti fossi rivolto a un rappresentante degli studenti a caso avresti saputo tutto, o anche se avessi letto la guida dell'asu della tua facoltà. io cmq la scansione non l'avrei fatta, sarebbe bastato fare una foto. sinceramente son d'accordo con la tesi iniziale ma non sulle prove a carico. Citazione
 
 
0 #1 chiara 2010-02-09 16:58 bel post. la situazione che descrivi è scandalosa! e fa parte della battaglia per la libertà di informazione.. Citazione
 

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