Logo
Menu Principale
Menu Utente

Arti che fanno civili le genti - un esempio

Indice
Arti che fanno civili le genti - un esempio
la risposta di Vivi Down
poi
Tutte le pagine
Ha recentemente suscitato scalpore e depressione la sentenza che condanna per violazione della privacy tre dirigenti Google che non bloccarono un video che riprendeva un gruppo di ragazzi picchiare e maltrattare un compagno di classe disabile. In ballo lo sdoganamento della censura preventiva da parte dei provider dei contenuti che vengono caricati dagli utenti su internet.

Perplessità è stata suscitata anche in un nostro amico, che ha pensato di scrivere all'Associazione Vivi Down, parte civile nel processo.

Ecco il testo della sua lettera:

Buongiorno, mi chiamo Jacopo e scrivo da Padova.

Anche io faccio volontariato: per me è un vanto e un segno che distingue le persone che cercano di cambiare la società in cui vivono. Scrivo questa mail per comunicare la mia vicinanza a tutte le persone che, come me, si sono sentite offese dal video delle violenze a scuola contro il ragazzo affetto dalla sindrome di Down.
Come molti io ho visto quel video, e mi sono indignato. Ho anche cominciato una ricerca di altri video simili per poterli segnalare come "inappropriati" a causa dei contenuti violenti.
Nel rimarcare la mia indignazione e la mia rabbia nei confronti di tutti quelli che abusano dei i deboli e degli indifesi però, non posso essere d'accordo con la denuncia sporta contro Google.
Google infatti è uno spazio offerto a chi vuole pubblicare un qualsiasi tipo di notizia, non è da cercarsi in Google il colpevole dell'atto deprecabile.
Secondo questo ragionamento si dovrebbe condannare l'ospite se l'invitato pugnala un commensale, mi pare.
Il colpevole non è, secondo la mia opinione, chi offre una libertà ma chi la esercita andando a ledere la libertà degli altri.
I ragazzi che hanno fatto quel video, nemmeno loro sono i colpevoli. Loro sono solamente i tristi e stupidi esecutori di una diffidenza latente nella nostra società, diffidenza che ci porta contro tutto quello che è diverso da noi. Purtroppo i colpevoli veri sono tanti e difficili da incriminare: dai genitori, certamente rei di aver ineducato i figli alla cultura del rispetto; gli insegnanti, incapaci di dare appoggio a quel ragazzo; GLI ALTRI ALUNNI, che osservano la scena senza intervenire contro i compagni e che
magari tacciono nelle loro case, con i genitori.
È troppo facile, troppo troppo troppo immediato scagliarsi contro il TERRITORIO in cui viene perpetrato un crimine.
Con questa sentenza, a mio avviso totalmente demente, dichiarata e richiesta evidentemente da persone che non conoscono la rete, non si fa altro che creare un pericolosissimo precedente che potrebbe portare a vere catastrofi per la libertà di espressione della gente che, tutti i giorni, usa con INTELLIGENZA E MATURITÁ.
Rinnovo a voi il mio rispetto, la mia gratitudine per l'opera umana che fate, il mio saluto a tutte le persone che con voi, con NOI operano per dare a tutti uno spazio di dignità, fantasia, immaginazione e intelligenza nella società in cui viviamo.
Ma vi prego di pensare a queste mie parole, e magari di rispondermi per spiegarmi le ragioni di una cosa che non riesco a capire.

Cordialmente,

Jacopo P.



Ultimo aggiornamento (Mercoledì 17 Marzo 2010 01:30)

 
Seguici su Facebook
LogOut sostiene
Prossima fermata Padova
banner_prossima_fermata
Sindacato degli studenti - Padova
sindacato

FemminilePlurale
femminileplurale

Casa del Popolo Chiesanuova
casadelpopolo

Gruppo Galilei
galilei

Banane Touring Club
bananetouringclub

Link - Coordinamento Universitario
link

Legambiente Padova
legambiente

Vermena
Un blog di Francesco Terzago
Vermena

EcoDem Padova
ecologistidemocratici

ASU - Padova
asu

Condividi