Cos'è l'Huffington Post?
COSE DELL'ALTRO MONDO #2 PUNTATA
Lo ammetto. Nemmeno io mi ricordavo ben cos'era. Mi sa che ne avevo già sentito parlare, ma non mi ricordavo bene dove. Poi in una navigazione cazzeggiante mi trovo a spulciare le classifiche dei blog più visitati in Italia e al Mondo. E a fronte di un nostro Beppe Grillo (ma va...) nella classifica dei blog più visitati del 2009 mi trovo un Huffington Post. Ah... mi pare di ricordare... Cos'è l'Huffington Post?
Il blog più visitato del mondo nel 2009. 9 milioni di visitatori unici al mese. Un incremento del 27% rispetto al 2008. Ci hanno scritto Obama, la Clinton, Moore e Madonna. L'ha fondato nel 2005 Arianna Huffington e non valeva niente. Oggi vale tra i 12 e i 16 milioni di dollari solo di introiti pubblicitari. Ma queste cose le trovate anche su wikipedia. La cosa veramente significativa è che l'huffington post è un giornale totalmente on-line che quanto ad autorevolezza, attendibilità e numero di lettori non ha nulla da invidiare a LA times o NY times. La cosa strana è che fa giornalismo "serio" e se ne frega dello stampato. In America la vicenda (che poi più che una vicenda è giornale, con 90 dipendenti e 3000 bloggers volontari) sta iniziando a far riflettere su molte cose riguardanti la strada che sta prendendo il giornalismo e in generale la raccolta e il reperimento delle informazioni. In crisi è infatti la funzione di gatekeeping del giornalista classico che raccoglie e seleziona le informazioni dal mondo reale e le inserisce nel media. Oggi il media (internet) è già "La realtà" per un qualsiasi giornalista (che infatti lo usa selvaggiamente, con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista dell'attendibilità delle fonti) che qui trova idee, informazioni, dettagli o a volte intere notizie. Il giornalismo sta cambiando, diranno i giornalisti. Peccato... ci rassegneremo a vederne la fine. O meglio, ci rassegneremo con piacere a vedere la fine di certo giornalismo ridicolo e corporativo, esempio ed emblema del clientelismo mafioso tipicamente italiano. Anche a casa nostra i primi esempi stanno nascendo, basti pensare a L'Antefatto o ad altri esperimenti che stanno venendo al mondo in questi giorni. Fatto e Antefatto rappresentano indubbiamente la "via italiana" a quello che l'Huffington sta facendo a livello globale. E poi c'è quello che vuol dire avere questo tipo di giornalismo intrecciato con i nuovi social network come twitter... ma "mi sono fatto l'account... Ma non ho mica capito come funziona" si usa dire ultimamente in Italia...
A domenica prossima.
Lo ammetto. Nemmeno io mi ricordavo ben cos'era. Mi sa che ne avevo già sentito parlare, ma non mi ricordavo bene dove. Poi in una navigazione cazzeggiante mi trovo a spulciare le classifiche dei blog più visitati in Italia e al Mondo. E a fronte di un nostro Beppe Grillo (ma va...) nella classifica dei blog più visitati del 2009 mi trovo un Huffington Post. Ah... mi pare di ricordare... Cos'è l'Huffington Post?Il blog più visitato del mondo nel 2009. 9 milioni di visitatori unici al mese. Un incremento del 27% rispetto al 2008. Ci hanno scritto Obama, la Clinton, Moore e Madonna. L'ha fondato nel 2005 Arianna Huffington e non valeva niente. Oggi vale tra i 12 e i 16 milioni di dollari solo di introiti pubblicitari. Ma queste cose le trovate anche su wikipedia. La cosa veramente significativa è che l'huffington post è un giornale totalmente on-line che quanto ad autorevolezza, attendibilità e numero di lettori non ha nulla da invidiare a LA times o NY times. La cosa strana è che fa giornalismo "serio" e se ne frega dello stampato. In America la vicenda (che poi più che una vicenda è giornale, con 90 dipendenti e 3000 bloggers volontari) sta iniziando a far riflettere su molte cose riguardanti la strada che sta prendendo il giornalismo e in generale la raccolta e il reperimento delle informazioni. In crisi è infatti la funzione di gatekeeping del giornalista classico che raccoglie e seleziona le informazioni dal mondo reale e le inserisce nel media. Oggi il media (internet) è già "La realtà" per un qualsiasi giornalista (che infatti lo usa selvaggiamente, con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista dell'attendibilità delle fonti) che qui trova idee, informazioni, dettagli o a volte intere notizie. Il giornalismo sta cambiando, diranno i giornalisti. Peccato... ci rassegneremo a vederne la fine. O meglio, ci rassegneremo con piacere a vedere la fine di certo giornalismo ridicolo e corporativo, esempio ed emblema del clientelismo mafioso tipicamente italiano. Anche a casa nostra i primi esempi stanno nascendo, basti pensare a L'Antefatto o ad altri esperimenti che stanno venendo al mondo in questi giorni. Fatto e Antefatto rappresentano indubbiamente la "via italiana" a quello che l'Huffington sta facendo a livello globale. E poi c'è quello che vuol dire avere questo tipo di giornalismo intrecciato con i nuovi social network come twitter... ma "mi sono fatto l'account... Ma non ho mica capito come funziona" si usa dire ultimamente in Italia...
A domenica prossima.
Ultimo aggiornamento (Martedì 20 Aprile 2010 13:08)















