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Prime impressioni sul governo Monti – le tendenze della prossima stagione
Ho ascoltato il discorso programmatico al Senato del presidente del consiglio dei ministri del nuovo governo tecnico. Quel distinto signore che è Mario Monti ha parlato con decisione e affabilità di quello che intende fare fino alla fine della legislatura, condendo l'eloquio scandito e chiaro con termini specifici e ripetuti anglicismi che rimarcano il suo ruolo tecnico e con cifre di cui si capisce che conosce il significato e l'origine. Che sia la nemesi del suo predecessore è chiaro non solo perché nel governo non ci sono ministre che sono tali solo per meriti da cabinet privato, ma anche perché, a differenza di quello là, il Monti ha fatto un discorso serio senza dare a vedere di stare annoiandosi da solo. Ammettiamolo: questa serietà, arrivando dal regno dei nani e ballerine, dà un senso di sicurezza generale. Lo si vede dalla foto di gruppo del nuovo governo: così grigi, così sobri, così pieni del tranquillo buon gusto della mezzetà italiana che per anni non abbiamo avuto. Il governo Monti è certo una compagine rispettabile di persone competenti sui propri settori, però è necessario destarsi subito dalla tranquillità per il raggiungimento di questa condizione, che sarebbe il grado zero persino per un governo politico, e ricordare che anche le idee delle persone rispettabili si possono non condividere. Ultimo aggiornamento (Giovedì 17 Novembre 2011 19:23) |
Vita da Startupper Quando le persone di una certa età mi guardano con quel misto di curiosità e stima, certo mi fa piacere, ma non penso abbiano capito com'è la mia vita. Ho scelto di aprire una partita IVA e un 'attività da zero perchè mi sembrava l'unico modo per sfuggire alle maglie del precariato istituzionalizzato, al mondo degli stage infiniti e al lavoro gratuito che nel mio campo, la comunicazione, sono praticamente la regola. Trovare i compagni di corso appena laureati che mi dicevano che dopo 6 mesi di stage ne avrebbero fatti altri 6 rappresentava per me una prospettiva impensabile perchè semplicemente non mi sarei mai potuto permettere di vivere così: ho sempre lavorato e sostanzialmente mi sono sempre mantenuto. Così ho scelto di saltare la fase del precariato e di entrare direttamente nel libro della giungla che è il mercato, specialmente in Italia.Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Novembre 2011 14:15) Perché ciò che è successo a Genova era prevedibile
Venerdì è parso che Genova si trasformasse in una città asiatica flagellata da mesi di piogge monsoniche: davanti agli occhi attoniti degli Italiani, automobili e motorini trascinati dall'acqua, fiotti rabbiosi che uscivano da un negozio portando con sé tutto ciò che stava all'interno, uomini che cercavano di rimettersi in piedi e trarsi in salvo. Dopo la furia di una pioggia violentissima durata mezzora e l'esondazione dei torrenti Fereggiano e Bisagno, solo la desolazione: sei morti, fango e acqua dovunque, cittadini a cui non è rimasto più nulla. Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Novembre 2011 21:51) Bevi una redbull e poi muori
DopoguerraC’è un danno immenso e, per ora, incalcolabile che l’uso politico delle donne sta infliggendo alle cause delle donne stesse. Non si tratta solo dello sdegno che proviamo nel vedere la ...
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Facciamo un temino a futura memoria.
Quando le persone di una certa età mi guardano con quel misto di curiosità e stima, certo mi fa piacere, ma non penso abbiano capito com'è la mia vita. Ho scelto di aprire una partita IVA e un 'attività da zero perchè mi sembrava l'unico modo per sfuggire alle maglie del precariato istituzionalizzato, al mondo degli stage infiniti e al lavoro gratuito che nel mio campo, la comunicazione, sono praticamente la regola. Trovare i compagni di corso appena laureati che mi dicevano che dopo 6 mesi di stage ne avrebbero fatti altri 6 rappresentava per me una prospettiva impensabile perchè semplicemente non mi sarei mai potuto permettere di vivere così: ho sempre lavorato e sostanzialmente mi sono sempre mantenuto. Così ho scelto di saltare la fase del precariato e di entrare direttamente nel libro della giungla che è il mercato, specialmente in Italia.













