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Padroni a casa nostra!

 Immagine tratta e rielaborata, da "Il grigio oltre le siepi", NuovaDimensione, 2005, a cura di Francesco Vallerani e Mauro Varotto

Alcuni studenti cercano coinquilini, e nell'annuncio appeso in bacheca specificano "NO LEGA".

Vuole il gioco delle coincidenze che proprio nei giorni in cui la nota di colore diventa una polemica sui quotidiani locali anche io e la mia compagna di stanza stiamo cercando dei sostituti per l'altra doppia dell'appartamento. Le accuse di intolleranza e razzismo agli ormai famosi MattiaChiaraAlice mi si riverberano dunque contro, visto che anche noi gradiremmo evitare come la peste di doverci impegnare quotidianamente, per mantenere il vacuo quieto vivere, a glissare sugli argomenti che di solito amiamo trattare. La differenza è che nel nostro annuncio non viene esplicitamente menzionato nulla di tutto ciò, perché ci riserviamo durante il colloquio conoscitivo di sondare il terreno in varie direzioni per scegliere persone il più possibile adatte alla vita comune con noi. In verità grazie a questi dialoghi esplorativi in cinque anni che abito a Padova una sola volta ci è andata maluccio (anche perché non avevamo avuto una gran rosa), semplicemente perché il furbetto non puliva ciò che era in comune. Insomma, i rischi della vita quotidiana in un appartamento sono già molteplici (rumori, pulizie, odori, orari), che andare anche a impelagarsi con leghisti non è molto furbo.

Di solito ci attrezziamo in modo che gli aspiranti coinquilini notino varie affissioni satiriche, mettiamo in bella mostra Il Fatto Quotidiano, l'Espresso, il Manifesto, per generare un clima di esplicita pluralità democratica, ma effettivamente orientata in controtendenza rispetto alle percentuali elettorali venete, ecco. Caspita, ma allora sembriamo dar ragione alle reazioni costernate dei leghisti: siamo dei fascisti rossi! Come se si trattasse di mero scontro tra partiti... e come se gli attuali occupanti della casa fossero in accordo politico e non votassero, come invece è, ognuno una cosa diversa! Io li capisco, questi tre che lo scrivono sull'annuncio (pur in senso di provocazione e in risposta ironica ad un altro veramente razzista).

Partendo dal presupposto che se non sussiste una varietà di posizioni una discussione non ci può essere, abbiamo ormai però tristemente capito, da esperienze personali e assistendo alle centinaia di dibattiti televisivi, che il colloquio con un leghista non arriva mai a essere costruttivo, ma si replica semplicemente uno scontro. Il direttore del Gazzettino accusa ancora i ragazzi di avere pregiudizi perché sostengono, senza conoscerlo e senza neppure avergli mai parlato (...), a priori, che  uno studente simpatizzante della lega in quanto fan del Carroccio sia inevitabilmente un razzista e un intollerante, uno che discrimina gli omosessuali e considera degli escrementi una larga parte degli italiani. Beh, è come dire che sono simpatizzante di Hitler ma non sono razzista: se lo sostengo, o non sono molto sveglio, o non sono molto coerente. E non sono tra i preferibili, gli interlocutori sciocchi o incoerenti.
Il profilo identitario della Lega è il più chiaro e il più forte oggi in Italia, e i suoi esponenti di più alto grado sono uomini tutti d'un pezzo, noti per assumere posizioni intransigenti.
Sono i leghisti che, in ordine sparso:

- dopo aver dato del mafioso a Berlusconi e dopo aver gridato per vent'anni Roma ladrona che non fa un cazzo (Borghezio) grazie al primo adesso sono pure ministri della repubblica (anche se il tricolore...)
- vogliono i cannoni per fermare i clandestini
- credono di essere celti ma dicono di voler difendere il crocefisso
- vogliono fare pulizia etnica dei culattoni
- evocano la pulizia etnica razziale
- da deputati non han nessun contegno (vedi maglietta) e ancora ce l'hanno coi terroni in generale
- anche davanti alle telecamere, non si vergognano della propria intolleranza becera nei confronti degli immigrati
- usano provvedimenti amministrativi che si rivelano anche anticostituzionali per praticare l'emarginazione 
- hanno ormai raggiunto l'arroganza del potere
- gli esponenti del ceto intellettuale leghista non brillano per finezza di pensiero (cfr. la recente polemica)
- propongono di sottoporre tutti gli immigrati a controlli sanitari e psichiatrici

Se non bastasse, c'è una fantastica rubrica di DanieleSensi che ci fa sentire anche i leghisti veraci, la base, grazie all'ascolto di Radio Padania. Perché la Lega non è più il movimento genuino di riscossa popolare che fu alle sue origini, è ormai diventato un partito xenofobo e decisamente di destra. E se di questo i suoi simpatizzanti e militanti non si rendono conto, o pensano che questo tipo di idee sia un pensiero comune e moderato, io non ho nessuna intenzione di scontrarmici ogni mattina a colazione. Perché non più di un problema politico si tratta, ma di una questione di valori ultimi umani; se nei fatti e nei diritti per i leghisti di punta gli uomini non sono tutti uguali e l'articolo 3 della costituzione è da rispettare solo in astratto, il simpatizzante non è assolto perché ha frainteso: egli rappresenta invece il dilagare dell'ignoranza e della superficialità, aspetto aggravato dal fatto che è un giovane che, frequentando l'università, dovrebbe essere istruito o almeno di vivace intelletto.

Quindi, ahimè, siccome io invece sono razionale, so che non avremmo molte affinità e quindi, beh, Lega? Preferirei di no.
Però ringrazio la Lega, perché mi ha fatto interessare alla mia parte intollerante.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 29 Gennaio 2010 16:29)

 

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