Ridateci gli spazi!
A Padova c'è un problema di cui nessuno parla. In questo momento ci sono polemiche tra la giunta comunale e l'opposizione riguardo la costruzione del nuovo auditorium in piazzale Boschetti, polemiche tra il comune e alcuni esercenti per la questione bar del centro, a cui viene ricollegato direttamente il problema del degrado che specialmente il mercoledì sera sarebbe causato dagli universitari che vanno a bere lo spritz in Piazza delle Erbe o in ghetto. La colpa che si imputa ai giovani è di fare "casino" e di sporcare la piazza e le strade. Tuttavia non è di questo che voglio parlare, ma di qualcosa che è direttamente collegato. Il problema di Padova, di cui ripeto nessuno parla, è che i giovani non hanno spazi per incontrarsi e poter parlare, confrontarsi, conoscersi, se si eccettua la piazza il mercoledì sera.
Ormai la città è ridotta a dei quartieri dormitorio alla periferia, in cui sono presenti soltanto servizi minimi (posta, autobus) e al centro, che è il cuore della città dove la maggioranza dei giovani, studenti universitari e non, vive, studia e lavora. Ci si dimentica spesso quando si fanno le crociate contro i ragazzi che sono proprio loro a trascinare in buona parte l'economia cittadina lavorando sottopagati, a volte anche in nero, nei vari bar e negozi e soprattutto spendendo ciò che guadagnano per pagare, oltre alle tasse universitarie, l'affitto e la birra o lo spritz al mercoledì sera.
Il problema da analizzare non riguarda però soltanto le giovani generazioni, ma l'intera cittadinanza di Padova, o quantomeno quella parte di cittadinanza che sente il bisogno di avere un luogo per incontrarsi e confrontarsi, un luogo in cui sia possibile, anche senza consumare nulla, stare seduti a un tavolo con altra gente semplicemente per parlare.
Per questo motivo un gruppo di giovani in uno dei quartieri dormitorio di cui parlavo prima, Chiesanuova, ha deciso di formare un comitato per chiedere di avere in gestione la Casa del Popolo che si trova accanto al parco Brentelle, un luogo che al momento è chiuso e totalmente inutilizzato. La forza di questi ragazzi è di non avere un'ideologia alle spalle, sono tutti nati infatti alla fine di quella che viene definita dagli storici l'epoca delle ideologie, non sono iscritti a nessun partito politico e non hanno dietro di loro un qualche personaggio influente o qualche associazione che li appoggi.
Sono semplicemente dei ragazzi del quartiere, ed è questa la cosa più straordinaria, che tramite il recupero di un luogo che invece è portatore di una storia ben precisa vogliono finalmente fornire alla cittadinanza intera un posto dove sia possibile recarsi liberamente.
Come prima cosa hanno iniziato una raccolta firme per mostrare che la cittadinanza è dalla loro parte e che si deve portare alla luce e all'attenzione dei media questo problema di spazi di incontro inesistenti. L'obiettivo di questi ragazzi è riuscire a ottenere la gestione della casa del popolo per settembre-ottobre, hanno progetti importanti, vogliono organizzare concerti, serate di incontri e approfondimenti e data la loro età probabilmente ogni giorno viene loro una nuova idea.
Assistendo alla prima riunione del comitato sono stato colpito dalla voglia di fare che avevano questi ragazzi, in evidente contrasto con la propaganda che viene proposta dal governo e dai "soloni" che scrivono sui vari quotidiani; non c'è nessun bamboccione in quel gruppo, anzi, e per questo motivo credo che il comune non potrebbe fare un affare migliore di quello di lasciare un edificio vuoto, ma con potenzialità immense, a dei giovani con moltissima voglia di fare.
Ne guadagnerebbe il comune di Padova che si dimostrerebbe attento ai bisogni dei giovani e finalmente capace di fare scelte coraggiose dismettendo agli occhi dei ragazzi padovani l'immagine di un ente capace soltanto di emettere ordinanze contro i bar e i loro avventori, ne guadagnerebbero tutti i cittadini della città che finalmente ritroverebbero un luogo, in controtendenza alla nascita di tutti i nonluoghi come i fast-food o i centri commerciali e soprattutto sarebbe un'occasione straordinaria per questi ragazzi, che inizierebbero ad affacciarsi alla vita sociale e politica in modo libero e sano.
Per cui, per quanto possa valere, il comitato per la casa del popolo in mano ai giovani ha tutto il mio appoggio e l'appoggio di tutta la redazione di "LogOut", perché non è possibile dover cercare un film di Gino Cervi per trovare una casa del popolo.















