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La politica si accorge delle periferie

Martedì 24 agosto, Corriere della Sera, pagina 16. Il titolo è "Tor Bella Monaca sarà rasa al suolo." Questa la dichiarazione rilasciata da Gianni Alemanno, sindaco di Roma, dal palcoscenico della manifestazione "Cortina Incontra". 
Non conosco la situazione di Tor Bella Monaca, cerco di informarmi e su Wikipedia scopro che il nome della borgata deriva da una torre costruita nel 1317 di proprietà di Pietro Monaca e che l'espansione della stessa avvenne tra gli anni '20 e '30 dello scorso secolo. Il polo attrattivo della zona era la fabbrica della Breda. È dal 1962 che inizia la vera espansione edilizia, con anche abusivismi edilizi poi regolarizzati nel 1978. Il quartiere nasce senza servizi, e dagli anni '90 in avanti si attuano operazioni di risanamento e di e valorizzazione grazie al quale il quartiere appare più vivibile di quanto venga riportato dai media. Questo è quanto dice wikipedia. Io non conosco specificatamente la situazione di Tor Bella Monaca per cui non posso dare giudizi di merito sul bisogno di radere al suolo o semplicemente riqualificare la zona, però ritengo molto importante che il tema della periferie venga inserito nel dibattito politico.
La cosa importante è affrontare la situazione in modo sensato. Sempre il Corriere della Sera, in prima pagina nel taglio basso titola "Cittadini ostaggio di periferie malate", un articolo di fatto condivisibile, a parte per il passaggio in cui ricollega direttamente il problema periferia alla sicurezza. Infatti se è vero che in alcune periferie è più forte la microcriminalità, che da sempre spaventa il cittadino molto più della criminalità organizzata, è evidente che il problema principale, che riguarda quasi tutte le periferie è la mancanza di servizi veri. Non mi riferisco quindi soltanto ad una linea di autobus o alle scuole dell'obbligo, ma soprattutto a veri spazi di socialità. 
Il caso di Padova è da questo punto di vista emblematico: come spazi socializzanti per i giovani ci sono le piazze e il ghetto. Tutto nel centro della città, la periferia ridotta a semplice dormitorio. I mezzi del servizio pubblico che non si muovono durante la notte, impedendo a chi non ha un mezzo di raggiungere questi luoghi di socializzazione, luoghi che hanno anche l'imposizione di serrare allo scoccare della mezzanotte. Come già scritto in un altro articolo si è creato a Padova un gruppo che richiede la restituzione di spazi nelle periferie, in modo da poter ridurre l'afflusso dei giovani nel centro città e di ridare vita a delle parti morte della città stessa. 
Un mondo moderno ha bisogno di essere policentrico, il che non vuol dire creare centri commerciali mostruosi in cui le persone possono fare la passeggiata per vedere i negozi anziché camminare in centro, quanto piuttosto costruire teatri, centri culturali, luoghi di vera socializzazione. Oltre a questo è necessario ripensare la viabilità, costruendo reti di piste ciclabili che coprano l'intero territorio urbano, evitando ai ciclisti di dover attraversare pericolose arterie cittadine con le automobili che sfrecciano a 80 all'ora. Per rilanciare le periferie c'è il bisogno di portare cultura e intrattenimento, concerti e spettacoli.
Una città con la vocazione universitaria (e di piccole dimensioni, per Roma o Milano il discorso sarebbe per forza di cose più complesso) come Padova, dovrebbe garantire a tutti gli studenti fuorisede la possibilità di trovare un alloggio che consenta un rapido e sicuro raggiungimento di aule, dipartimenti, biblioteche anche senza l'utilizzo di un mezzo a motore. Dovrebbe essere garantiti agli studenti e ai cittadini tutta una serie di sgravi nel caso scegliessero di muoversi con i mezzi pubblici, riducendo con un'unica mossa traffico e inquinamento, dovrebbe essere reso effettivo un servizio di Bike Sharing, con punti di distribuzione in tutti i quartieri e nelle stazioni di treni e autobus, in modo che studenti, cittadini e turisti possano muoversi liberamente per tutta la città, riconsegnando poi la bici in uno qualunque dei punti di distribuzione. In questo modo si andrebbe anche a risolvere un altro dei problemi di Padova, ossia l'alto numero di furti di biciclette. 
Al posto dei supermercati vorrei vedere banchetti di frutta e verdura come in centro, (sono appena tornato da una vacanza in Croazia, lì una catena di supermercati si chiama "Konsum", non so in che lingua sia, ma l'assonanza con la parola consumo mi ha spaventato), vorrei un ritorno all'umanità, al legame che avevano i nostri nonni con il panettiere, e non quello che ho io con la macchina sulla quale peso il pane per poi pagarlo in cassa, lo stesso vale per il macellaio e per qualunque negozio quasi scomparso data la diffusione di supermercati e ipermercati.
Vorrei che una persona potesse aprire un piccolo negozio di vestiti in periferia senza fallire dopo 2 giorni, vorrei che in tutti i quartieri ci fosse una piccola libreria, in cui entrare anche solo per annusare il profumo dei libri. Vorrei delle aule studio in ogni quartiere, vorrei poter vivere nel mio quartiere, non dover andare in centro ogni giorno per fare qualunque cosa. 

 

 

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