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Padova,scoppia una nuova Why Not. A giudizio per truffa gli uomini di Don Giussani


Gli indagati attraverso le rispettive società controllate, tutte affiliate alla CdO, avrebbero ottenuto fondi pubblici per progetti di formazione, che in realtà non sarebbero stati portati a termine.

Padova
Scoppia una “Why Not” in salsa veneta. È piombato infatti un terremoto sulla Compagnia delle Opere del Nord Est: l’ex presidente della CdO Nordest Graziano Debellini e altri nove esponenti di spicco del movimento sono stati rinviati a giudizio a Padova con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione europea per il conseguimento di erogazioni pubbliche. A decidere il provvedimento è stato il gup Vincenzo Sgubbi che, dopo tre ore di camera di consiglio, ha accolto le richieste formulate in fase di imputazione dal pubblico ministero Vartan Giacomelli. Secondo l’accusa i dieci, attraverso le rispettive società controllate, tutte affiliate alla CdO, avrebbero ottenuto fondi pubblici per progetti di formazione, che in realtà non sarebbero stati portati a termine o che non sarebbero addirittura nemmeno mai esistiti: un fatto contestato dagli imputati.
Le società della CdO, riunite in un pool chiamato “Cosmi”, avrebbero incassato, grazie a fatturazioni e giustificativi ritenuti di facciata, finanziamenti per oltre 560 mila euro. Soldi che poi, tramite l’intervento di società terze, sarebbero stati dirottati altrove.

Il gup, che ha fissato la prima udienza del processo l’11 marzo 2011, nel proprio decreto ha sottolineato più volte che la decisione di disporre il rinvio a giudizio non rappresenta una sentenza definitiva; ma è solo un passaggio per l’accertamento dei fatti. Questo rinvio a giudizio, tuttavia, segna un colpo duro per i vertici veneti del movimento fondato da don Giussani, che per altro hanno sempre rigettato le accuse.
L’inchiesta ha preso il via nell’ottobre del 2007, quando uno degli addetti alla rendicontazione dei progetti comunitari, in rotta con il network di cooperative cielline per una causa di lavoro da circa 20-25 mila euro, ha deciso di svelare alle forze dell’ordine il funzionamento del metodo di acquisizione dei finanziamenti comunitari da parte del gruppo della CdO. L’uomo ha fatto pervenire un dettagliatissimo esposto nelle mani del Nucleo tributario della Guardia di Finanza, coordinato dal maggiore Antonio Manfredi, nel quale denunciava le tecniche del presunto sistema “Cosmi”. Accolta la soffiata, il pm Antonella Toniolo – primo dei tre sostituti che si sono succeduti nella conduzione di questa indagine – ha mandato le Fiamme Gialle a perquisire la sede dei Magazzini Generali, una delle società della galassia “Cosmi”. E lì i finanzieri hanno sequestrato centinaia di documenti, fatturazioni e pezze giustificative.

Poi è stata la volta delle testimonianze dei collaboratori delle società di formazioni, che hanno confermato di non aver mai lavorato ai progetti della CdO che erano stati finanziati con i fondi pubblici.
Prima di essere trasferita a Vicenza, in realtà, la pm Toniolo aveva chiesto anche il sequestro di una somma pari a 75 mila euro; ma quel provvedimento non le fu concesso (tanto che ci fu un’interrogazione parlamentare dell’ex senatore di An Maurizio Saia, che chiese al ministro Alfano “quali accadimenti stessero impedendo la prosecuzione delle attività di indagine avviate dalla procura e se gli ostacoli fossero riscontrabili all’interno della stessa”).

Ad affrontare il processo saranno ora, oltre a Graziano Debellini, Fabio Di NuzzoFederico PendinPaola BertoldoSimone Zanon,Andrea GastaldoLuca CastagnettiMassimo NicoliniAlessio GuglielmoAlberto Raffaelli. I quali ribadiscono con forza la loro correttezza e serenità. “Siamo solo al rinvio a giudizio – ha commentato dopo la lettura del decreto del pm l’ex presidente della CdO Nord Est Debellini – affronterò sereno questa nuova tappa, forte della mia innocenza. Questa è una decisione figlia della cultura alla De Magistris: c’è stato pregiudizio dell’attuale e del precedente pm e cattiveria nei confronti di persone che collaborano alla vita della città. È stato dimostrato con chiarezza che non ci sono corsi fantasma. Ma siamo di fronte ad un’autodifesa della casta”.

di Ferruccio Pinotti e Giovanni Viafora

Copyright "Il fatto quotidiano"
 

Commenti  

 
+1 #2 Francesco Terzago 2010-10-29 17:56 Poverini, tutta colpa dei brutti comunisti cattivi che mangiano i bambini. Citazione
 
 
0 #1 Serena 2010-10-24 17:45 se poi volete divertirvi, sappiate che per loro è "pregiudizio di cattiveria": http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2010/10/23/DIEFFE-Debellini-Un-inchiesta-alla-Why-not-frutto-di-pm-come-De-Magistris/2/121551/—- Citazione
 

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