Mirafiori, il giorno dopo
L'accordo è passato. Il 54% dei lavoratori di Mirafiori hanno votato sì alla proposta di Marchionne. C'è un dato positivo, in Italia si è ricominciato a parlare di lavoro. Certo in prima pagina dei quotidiani si dà più spazio a minorenni dal facile allargamento delle gambe, siamo pur sempre in Italia.
Si è tornato a parlare di lavoro, nel senso di diritti del lavoratore. Quello che ancora non ho sentito è un progetto serio per l'economia italiana. La proposta Marchionne prevede semplicemente un aumento del monte ore e una diminuzione dei diritti dei lavoratori dello stabilimento.
Come tutti sappiamo la Fiat produce automobili, nel 2010 in Italia il comparto auto ha avuto un calo del 20%. Un calo che non è di certo riconducibile al costo dei lavoratori. La motivazione è un'altra, quello dell'auto è un mercato obsoleto, un mercato senza futuro, un mercato che deve essere ripensato in toto. Non serve a nulla produrre più auto, delle auto che non comprerà nessuno. Non serve assolutamente a niente non investire nella ricerca per produrre ancora delle carrozze a motore che sarebbero potute essere prodotte 20 anni fa.
Ma lasciamo per un attimo da parte la Fiat e parliamo del sistema paese in sé. Cosa serve a questo paese per uscire dalla crisi? Possiamo competere con la Cina o con l'India nel costo del lavoro? È veramente questa la nostra massima ambizione?
Dovremmo piuttosto pensare a come cambiare la nostra politica economica.
Pensare a un totale abbattimento dei costi di trasporto, passare alla produzione a km 0 e quando necessario il trasporto non effettuarlo su gomma, in modo da riuscire anche a salvaguardare l'ambiente, oltre ad abbattere i costi per i consumatori. Ci serve davvero un'altra camionabile a Padova? Non sarebbe meglio sfruttare le vie fluviali? Perché non riportare in auge il trasporto su ferrovia? Nettamente meno costoso e inquinante del trasporto sui bisonti che vanno su e giù per le autostrade italiane.
Perché non incentiviamo il raccoglimento porta a porta dell'immondizia differenziata, in modo da creare posti di lavoro e di implementare il riciclo e il riuso, invece di continuare a pensare a risolvere il problema dei rifiuti con altre megadiscariche e altri inceneritori? Delle "soluzioni" che non fanno altro che spostare il problema, no spazzatura per la strada, ma tumori per chi abita in quelle zone.
Marchionne ha proposto un ricatto ai lavoratori, lavoratori che non mi sento di condannare, tanti di loro hanno votato sì cercando di ingoiare l'orgoglio insieme alle lacrime. Tra quei lavoratori però ce ne sono stati 2325 che mi hanno insegnato che la dignità va messa al primo posto, quei lavoratori dimostrano che non ci può essere uno scambio tra lavoro e diritti. Quei lavoratori oggi lanciano un monito a tutti gli altri "Marchionni rampanti" del nostro paese, un monito al paese intero. Hanno detto con forza che hai ricatti non cedono. Ai ricatti noi non cediamo.
Ultimo aggiornamento (Sabato 15 Gennaio 2011 13:41)















