RAPPORTO LAV SU ZOOMAFIA: AFFARI ILLECITI DA 3 MILIARDI
Da ansa.i
ROMA - Corse clandestine di cavalli, traffico illecito di cuccioli di cani dall'est Europa, saccheggio del mare e di fauna esotica protetta, la cupola del bestiame: vale tre miliardi di euro il fatturato delle cosche della criminalità organizzata specializzata. E' questo il dato che emerge dal rapporto Zoomafia 2009 della Lav (Lega antivivisezione) nel corso del convegno sul decennale dell'Osservatorio zoomafia a Roma.
Per quanto riguarda i cavalli e le corse clandestine si stima un giro di affari di circa un miliardo di euro pari a un terzo del fatturato complessivo. Sono raddoppiate le corse bloccate dagli agenti (da 8 a 16), è aumentato il numero delle persone denunciate (da 261 a 296) e dei cavalli sequestrati (da 114 a 147), molti dei quali sottoposti a dosi massicce di doping. Il traffico dei cani dall'est: circa 500 mila i cani importati illegalmente ogni anno e venduti a prezzi elevati con falsi pedigree. Il saccheggio della natura: il traffico di fauna esotica protetta frutta 500 milioni di euro l'anno. Mentre depredare il mare vale 300 milioni di euro l'anno. Il bestiame illegale: 100 mila animali rubati ogni anno, per un valore pari a 206 milioni di euro, che con le 20 mila tonnellate sequestrate dai Nas potrebbero riempire 1.270 camion per il trasporto degli alimenti.
Il saccheggio della natura vale oltre 5 milioni di euro all'anno tra traffico illecito di fauna esotica protetta e danni al mare. Il traffico di fauna esotica protetta, continua il rapporto, interessa circa un terzo di quello legale con un business quantificabile in circa 500 milioni di euro l'anno: avorio, pappagalli, falchi, camaleonti, tartarughe, un leone, ma anche conchiglie, coralli, caviale, zampe di elefante, coccodrilli imbalsamati e prodotti in pelle di animali protetti, come leopardi, lupi, varani, e lontre.
La vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l'alimentazione umana muovono un giro d'affari di circa 5 milioni di euro. Le azioni criminali al mare, osserva la Lav, hanno un giro d'affari annuo di circa 300 milioni di euro attraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinato al mercato clandestino, all'uso delle spadare. Anche per il pesce sono in agguato le sofisticazioni e le adulterazioni, con infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della pesca e della vendita dove si registrano diversi interventi della Direzione investigativa antimafia.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Novembre 2009 13:28)















