Padova, 9 Aprile 2011: un'occasione buttata
Parcheggio la bicicletta in via Altinate e mi incammino verso piazza Garibaldi, quella che migliaia di padovani continuano a chiamare piazza Ricordi. Sono quasi arrivato in piazza quando incontro i genitori di un mio vecchio compagno di classe del liceo, mi dicono che ci sono stati degli scontri in piazza, che la manifestazione di una generazione per protestare contro la pecarietà a Padova non si terrà, le persone accorse in piazza possono andarsene, tornarsene a casa.
Arrivato in piazza mi avvicino agli altri ragazzi che già erano là, mi faccio raccontare, scopro che c'era un banchetto della Lega Nord (autorizzato dalla questura) alle spalle del palco dove si sarebbe tenuta la manifestazione, vedendo il banchetto i "no-global", come li chiamano i giornali sarebbero andati contro il presidio leghista. Da questa situazione nasce uno scontro fisico, botte, bandiere con il sole delle alpi a terra, banchetto al suolo.
Per marcare la differenza dai fatti appena avvenuti la CGIL e il PD hanno immediamente bloccato la manifestazione, emesso un comunicato in cui esprimevano solidarietà ai leghisti senza accennare alla evidente provocarietà della presenza del banchetto in piazza.
Per cui niente manifestazione, niente urlo generazionale a padova. Tutto finisce con la celere e con un banchetto a terra.
Ora dopo una ricostruzione dei fatti voglio dare il mio personale giudizio. Prima di tutto, la questura di Padova deve assumersi le sue responsabilità: in una piazza che esprime certi valori, tra i quali l'antirazzismo e l'accoglienza, non puoi autorizzare un banchetto di un partito che fa della xenofobia e dei respingimenti la propria linea politica. In passato la questura ha spostato manifestazioni come universitopoly da una piazza a un'altra soltanto perché piazza Cavour è identificata come "di destra". Dopodiché credo che anche chi ha picchiato i leghisti deve quantomeno riconoscere di non aver fatto un'azione di particolare intelligenza, cadendo in quello che a mio parere è stato un evidente tranello della questura, teso in modo che si andasse a rompere quell'unità che si era venuta a creare in vista dello sciopero generale del 6 maggio. Infine anche la CGIL, il PD e tutti quelli che hanno bloccato la manifestazione, zittendo una generazione, e che hanno firmato la dichiarazione di solidarietà alla lega hanno sbagliato. Non si può esprimere solidarietà a chi è direttamente responsabile della morte di 250 migranti in mare. Migranti che prima di essere migranti sono persone, con sogni, speranze, aspettative. Quegli stessi sogni, speranze e aspettative che la nostra generazione rischia di non vedere mai realizzate a causa della precarietà che ci strozza.
Arrivato in piazza mi avvicino agli altri ragazzi che già erano là, mi faccio raccontare, scopro che c'era un banchetto della Lega Nord (autorizzato dalla questura) alle spalle del palco dove si sarebbe tenuta la manifestazione, vedendo il banchetto i "no-global", come li chiamano i giornali sarebbero andati contro il presidio leghista. Da questa situazione nasce uno scontro fisico, botte, bandiere con il sole delle alpi a terra, banchetto al suolo.
Per marcare la differenza dai fatti appena avvenuti la CGIL e il PD hanno immediamente bloccato la manifestazione, emesso un comunicato in cui esprimevano solidarietà ai leghisti senza accennare alla evidente provocarietà della presenza del banchetto in piazza.
Per cui niente manifestazione, niente urlo generazionale a padova. Tutto finisce con la celere e con un banchetto a terra.
Ora dopo una ricostruzione dei fatti voglio dare il mio personale giudizio. Prima di tutto, la questura di Padova deve assumersi le sue responsabilità: in una piazza che esprime certi valori, tra i quali l'antirazzismo e l'accoglienza, non puoi autorizzare un banchetto di un partito che fa della xenofobia e dei respingimenti la propria linea politica. In passato la questura ha spostato manifestazioni come universitopoly da una piazza a un'altra soltanto perché piazza Cavour è identificata come "di destra". Dopodiché credo che anche chi ha picchiato i leghisti deve quantomeno riconoscere di non aver fatto un'azione di particolare intelligenza, cadendo in quello che a mio parere è stato un evidente tranello della questura, teso in modo che si andasse a rompere quell'unità che si era venuta a creare in vista dello sciopero generale del 6 maggio. Infine anche la CGIL, il PD e tutti quelli che hanno bloccato la manifestazione, zittendo una generazione, e che hanno firmato la dichiarazione di solidarietà alla lega hanno sbagliato. Non si può esprimere solidarietà a chi è direttamente responsabile della morte di 250 migranti in mare. Migranti che prima di essere migranti sono persone, con sogni, speranze, aspettative. Quegli stessi sogni, speranze e aspettative che la nostra generazione rischia di non vedere mai realizzate a causa della precarietà che ci strozza.















