Logo
Menu Principale
Menu Utente

Perché ciò che è successo a Genova era prevedibile

genova

“Il sindaco Vincenzi: Tragedia imprevedibile. Esattamente come quella della settimana scorsa.” (Spinoza.it).

Venerdì è parso che Genova si trasformasse in una città asiatica flagellata da mesi di piogge monsoniche: davanti agli occhi attoniti degli Italiani, automobili e motorini trascinati dall'acqua, fiotti rabbiosi che uscivano da un negozio portando con sé tutto ciò che stava all'interno, uomini che cercavano di rimettersi in piedi e trarsi in salvo. Dopo la furia di una pioggia violentissima durata mezzora e l'esondazione dei torrenti Fereggiano e Bisagno, solo la desolazione: sei morti, fango e acqua dovunque, cittadini a cui non è rimasto più nulla.

L'ironia graffiante di Spinoza mette in evidenza l'aspetto più importante della tragedia di Genova: individuare le cosiddette “responsabilità”, o meglio, quelle irresponsabilità che, commesse nel passato, hanno provocato in questi giorni la morte di sei persone.

Una settimana fa c'è stata un'altra alluvione, quella che ha colpito la Lunigiana e le Cinque Terre. In questi giorni l'allerta rimane alta in Liguria e Piemonte, e tra la scorsa settimana e oggi ci sono stati due morti in Campania.

Il meteorologo Luca Mercalli, prevedendo le condizioni atmosferiche di questi giorni, scriveva sulla Stampa di giovedì: “Sono elementi analoghi alle alluvioni del 4-6 novembre 1994 sul Tanaro e del 15 ottobre 2000 su Alpi e Po […] ma la quota neve un po’ più bassa di allora, attesa attorno ai 2200-2400 metri, dovrebbe limitare le portate massime dei fiumi alpini”. E' evidente che questi fenomeni sono in aumento: è stato rilevato che da quindici o vent'anni si sono intensificati gli episodi a carattere improvviso e violentissimo. Si può inoltre mettere in relazione questo dato con l'aumento delle temperature: gli autunni sono sempre più caldi, e le elevate temperature impediscono che l'acqua diventi neve, o fanno sì che della neve già caduta si sciolga, aggravando la situazione delle inondazioni a valle. Impossibile non pensare all'effetto serra, che sta cambiando gli equilibri climatici del mondo intero. 

Come spiega Mercalli, in certi casi si può prevedere la piena di un fiume, come il Po, con molte ore si anticipo, sicuramente sufficienti a dare l'allarme e preparare la popolazione. In zone come la Liguria e la Campania, è più difficile per la conformazione del territorio, più impervio. Nel caso specifico di Genova, non è certo la prima volta che la città è colpita da questo genere di fenomeni: come già ricordato, è già accaduto nel '94 e nel 2000, e prima ancora nel '66 e nel '70, anno in cui esondarono il Bisagno e il Leira provocando 44 morti accertati. Il motivo per cui queste esondazioni sono così repentine e pericolose è che tutti questi torrenti, il Bisagno, il Leira, il Fereggiano, passano sotto i palazzi nel cuore della città, sono stati “tombati”, cioè coperti con del cemento per costruirvi sopra i palazzi. Inoltre, come denuncia il WWF, i corsi d'acqua della zona sono stati modificati (come in molte zone d'Italia, basti ricordare le frane che l'anno scorso hanno sconvolto il messinese), o si è edificato troppo vicino alle rive, nella più completa noncuranza della sicurezza. Com'è successo, ad esempio, nel caso del Magra ad Aulla, o nel caso del Vara, fiumi protagonisti dell'alluvione della settimana scorsa. Nel 1857 l'alveo del Vara era largo 820 metri, nel 1954 si era ridotto a 370 e oggi è circa 140 metri. In Liguria, una legge recente (luglio 2011) riduce la fascia di inedificabilità in prossimità di corsi d'acqua da dieci a tre metri. Tutta la zona a monte di Genova ha subito un pesante intervento dell'uomo: la cementificazione e il disboscamento rendono tutto il terreno più franabile, e in più eliminano ogni possibile ostacolo in grado di trattenere l'acqua, che acquista velocità e forza riversandosi in città, nell'alveo dei torrenti tombati.

Per tutte queste ragioni, per le politiche irresponsabili che condannano tutto il territorio italiano a continue tragedie annunciate, bisognerebbe che le istituzioni quantomeno evitassero di giustificare la propria inettitudine e l'ignoranza in cui tengono i cittadini, ogni volta dicendo che ognuna di queste tragedie annunciate è imprevedibile. Dovrebbero ai morti almeno un buon proposito per il futuro, se non fosse che probabilmente tale proposito non sarebbe sincero, perché il profitto e la miopia politica hanno sempre avuto ragione della prevenzione e della sicurezza dei cittadini.

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Novembre 2011 21:51)

 

Commenti  

 
-1 #1 giovanni dughera 2011-11-07 13:28 Buongiorno Luca Mercalli, avrà notato anche lei che negli ultimi anni c'è una prevalenza di venti di scirocco, che provocano caldo prolungato, cone quest'anno a settembre ottobre, pioggia sulle Alpi invece che neve e, mi chiedo, temporali violenti sulla Liguria, che si trova a mezzo tra il mare su cui passa lo scirocco e l'aria atlantica o artica che passa sul Piemonte, provocando fenomeni violenti di pioggia temporalesca.
Sono cambiati i venti, oltre che il riscaldamento della Terra.
Citazione
 

Aggiungi commento

Possono essere lasciati commenti agli articoli che non offendano senza motivo gli autori o che non si ispirino eccessivamente alla pubblica idiozia


Codice di sicurezza
Aggiorna

Seguici su Facebook
LogOut sostiene
Prossima fermata Padova
banner_prossima_fermata
Sindacato degli studenti - Padova
sindacato

FemminilePlurale
femminileplurale

Casa del Popolo Chiesanuova
casadelpopolo

Gruppo Galilei
galilei

Banane Touring Club
bananetouringclub

Link - Coordinamento Universitario
link

Legambiente Padova
legambiente

Vermena
Un blog di Francesco Terzago
Vermena

EcoDem Padova
ecologistidemocratici

ASU - Padova
asu

Condividi