A difesa del Crocifisso!
È un argomento che dobbiamo trattare, nostro malgrado.
A partire dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo del 3 novembre scorso, che accoglieva il ricorso di una famiglia italiana di Abano Terme (PD) per la rimozione del crocifisso da un'aula scolastica in una scuola pubblica, è partita una sorta di corsa di rollerball, protagonisti: i partiti politici italiani. Sembrava che l'intento di questi fosse di far capire ai cittadini quale di loro maggiormente si meritasse di essere considerato "il più cristiano".
Vincitrice di questa ridicola garetta tra adolescenti, quella che si è aggiudicata il gradino più alto del podio, mi è sembrata la Lega Nord. Non intendo entrare nel merito della polemica in sé, ossia se il crocifisso vada tenuto o tolto, preferisco analizzare la condotta assolutamente scomposta che ha avuto negli anni questo partito, un partito che ha trovato, solo nell'ultimo periodo, nella difesa della religione cristiana un orizzonte politico da sfruttare per guadagnare consenso.

Gli è stato detto "catto-comunisti" ogni volta che si sono permessi di ricordare ai fedeli e al paese che con il Concilio Vaticano II si è decretata una sterzata della chiesa verso il mondo del volontariato, verso quella Caritas che dovrebbe caratterizzare la condotta di ogni buon cristiano, forse questi atriti sono dovuti al fatto che questo mondo di fede e impegno sociale difficilmente può coesistere con un altro mondo, uno politico fatto di violenza, espulsioni e paura come mezzo di propaganda.
Il recente scontro con l'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ne è l'esempio lampante. Il cristianesimo è dunque per la Lega uno dei capisaldi della nostra identità da difendere... Bisogna tuttavia ricordare che nel nostro paese vivono circa 10 milioni di non credenti, per fare un po' di populismo mediatico è un dato citato anche dal programma -La Vita in Diretta-, che con l'identità cristiana hanno naturalmente poco a che fare (se non in quel rapporto che già Pasolini descriveva) questo 1/7 di italiani chi sono esattamente?, possono anche loro essere rappresentati/rispettati? O devono subire la costante egemonia tematica data da quel chiacchiericcio della Lega Nord a riguardo di una dottrina che non è di sua appartenenza (magari quattro secoli fa lo sarebbe stata, ma non oggi), oppure vogliamo arrivare a far votare dal popolo oltre ai giudici, anche i preti... E come dice Umberto Eco, anche gli insegnanti, perché no.
Facendo connettere i neuroni per pochi secondi si può osservare che questo non è il partito più adatto a ergersi come leader di un novello movimento "crociato" anche se in Italia è approdato il KKK. Vengono alla mente alcuni sbiaditi ricordi: la Lega Nord non è forse quel partito che ogni anno si reca alle pendici del Monviso, alle sorgenti del Po, compie una serie di riti per ingraziarsi il dio Eridano? La mia conoscenza biblica non è vastissima, tuttavia quasi con certezza posso affermare che Eridano non è né Padre, né Figlio, né Spirito Santo.
Non mi risulta nemmeno che sia un santo canonizzato dalla Chiesa Cattolica questo Eridano, ma probabilmente sono io che mi sbaglio. Allo stesso modo non mi risulta che sposarsi secondo rito celtico, come nel caso di Roberto Calderoli, notissimo esponente leghista, sia una cosa accettata nel dogma di Santa Romana Chiesa.
A dare nuova linfa vitale alla polemica leghista è giunta la notizia che tramite un referendum in Svizzera si è deciso di vietare la costruzione di nuovi minareti, rapida nota, nel paese elvetico i minareti sono 4. Subito il partito guidato da Bossi ha chiesto che anche in Italia si faccia un referendum per lo stesso motivo.
Io chiedo, quanti minareti vedete nel nostro paese? In tutto il Nord Italia ce ne è 1. Quante volte si è sentito un qualsiasi esponente del mondo islamico chiedere di costruirne uno? A mia memoria mai. Quindi questa "crociata" è un semplice escamotage per avere un altro po' di visibilità, l'importante è che l'opinione pubblica ne parli di questi mostri islamici e che si rinfocoli la paura.
Il leghista Castelli propone di inserire il crocefisso nel tricolore italiano, in precedenza Mussolini propose il fascio littorio ma qualcuno gli disse di no, che forse non era il caso, anche se dava un tocco di 'giovinezza' alla bandiera nazionale. Quella di Castelli è chiaramente una boutade una cosa nella quale nemmeno lui crede. Il problema è che gli elettori del suo partito, lo zoccolo duro leghista, hanno recepito questa sua proposta come se fosse seria.
D'altronde il suo leader, Umbertone Bossi solo 10 anni fa proponeva di utilizzare il tricolore in maniera non esattamente edificante (noi che siamo fini diremo come 'carta igenica'). Mi pongo dunque una domanda: non è che la Lega Nord veda il cattolicesimo come una tradizione da mantenere, quasi come fosse la sagra della polenta taragna a Bergamo? (A cui va tutta la mia stima) Il cristianesimo non è forse agli occhi dei politici della Lega Nord quella fede sentita e popolare ma un’arma/armatura con la quale macinare consensi? Un guscio caldo che viene dato all’uomo del paesino per legittimare il suo timore e razionalizzarlo.
In conclusione mi piacerebbe che questo del crocefisso fosse realmente il più grave problema italiano, tale da occupare le prime pagine dei giornali e le aperture dei tg a intermittenza per più di un mese, però chiaramente non è così, prima ce ne rendiamo conto e meglio è.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 28 Dicembre 2009 15:28)
















Commenti
Non c'entra, ma sai cosa ha detto la persona che era alle spalle di Berlusconi a Milano? Visivamente commosso ha detto:"meno male che Silvio c'è"
bn zio Citazione
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