Scontro in Italia sulla pillola abortiva
L’articolo originale di Micheal Day in The Independent si trova qui.
I governatori regionali del crescente partito italiano di destra, Lega Nord, hanno iniziato a mostrare i loro muscoli (politici) giurando di bandire la pillola abortiva, pochi giorni dopo che questa è stata finalmente resa disponibile alle donne italiane.
Il recentemente eletto governatore del Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato che nessun ospedale nella sua regione somministrerà la pillola RU486, perché: “banalizza il dramma dell' aborto, lascia sole le donne e deresponsabilizza i giovani”. Ha poi rivendicato: “Ci vuole il federalismo anche sui temi etici. Per l'aborto o l'eutanasia perché deve decidere lo stato?”. L’appello segue a quello simile dell’altro neo-governatore leghista del Piemonte, Roberto Cota, che ha invitato a lasciare la pillola a marcire nei magazzini.
I commenti, e l’immediata risposta dei politici dell’opposizione, sono arrivati proprio in contemporanea alla consegna delle prime scorte di RU486 agli ospedali di Milano e Pisa – decine di anni dopo il via di altri paesi dell’Unione Europea all’aborto medico.
La pillola permette alle donne di avere un aborto indotto chimicamente, invece che un’operazione chirurgica, entro le prime sette settimane di gravidanza. In Francia, il paese in cui è stata sviluppata, la RU486 è in uso dal 1988, ma la ferma resistenza del sempre influente Vaticano l’ha tenuta fuori dall’Italia finora. Ad ogni modo, mentre le donne nella maggior parte dei paesi possono portarsi il medicinale a casa, l’organo consultivo tecnico del ministero della Salute italiano ha deciso che la pillola deve essere somministrata in ospedale.
Mercedes Bresso, la governatrice uscente del Piemonte, appoggiata dal partito di opposizione Partito Democratico e sconfitta nelle recenti elezioni, ha invitato i direttori sanitari degli ospedali ad ignorare le richieste del suo successore. “La legge - dice Bresso - va rispettata da tutti e si deve dare alle donne l'opportunità offerta dalla pillola RU486 quando lo permettono l'Aifa e il ministero della Salute che, a quanto mi risulta, e' ancora del Pdl” [Il partito del pimo ministro Silvio Berlusconi].
Ma il Vaticano ha applaudito la mossa della Lega: Renato Fisichella, a capo dell’organismo della Santa Sede sulla bioetica, ha dichiarato di essere per la difesa della vita e di elogiare perciò la scelta.
Ultimo aggiornamento (Venerdì 09 Aprile 2010 02:03)















