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Una ricerca europea coordinata da portoghesi analizza discorsi e politiche anti-razziste

Il link originale all’articolo su Público si trova qui.


 Analizzare i discorsi e le politiche antirazziste nei diversi contesti è il tema di un progetto di ricerca europeo, coordinato dal portoghese Boaventura de Sousa Santos, che inizia ora e che si concentrerà su sette paesi.

Silvia Rodriguez Maeso, una delle coordinatrici esecutive del progetto, anticipa all’agenzia Lusa che i paesi interessati saranno Portogallo, Francia, Italia, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Danimarca: si analizzeranno le forme attraverso cui è concepito cos’è il razzismo in un contesto contemporaneo, soprattutto negli ambiti del lavoro e dell’educazione.

Il progetto parte dall’ipotesi che le politiche europee di integrazione non incorporano sufficienti misure anti-razziste, il che risulta in forme di integrazione precarie e rende le strutture sociali vulnerabili al razzismo.

“Da questa prospettiva, il progetto mette al centro i differenti significati attribuiti al(l’anti)razzismo e al(l’in)tolleranza, cercando di analizzare fino a che punto i due concetti sono concepiti come interconnessi”, si legge in una sintesi del progetto.

Vuole inoltre “esaminare in che maniera si inseriscono in idee e discorsi più ampi sulle sfide e/o minacce alle democrazie europee e, più precisamente, alla (ri)definizione delle identità europee in relazione alle politiche attuali di immigrazione e alle situazioni post-coloniali”.

Silvia Rodriguez Maeso ha preannunciato che si intende analizzare in che modo le politiche pubbliche nazionali sono influenzate da quelle europee e come sono applicate nei contesti locali.

Martedì 13 e mercoledì 14 aprile i circa 20 ricercatori di Portogallo, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Danimarca che partecipano al progetto “TOLERACE (La semantica della tolleranza e del(l’anti)razzismo in Europa: organizzazioni pubbliche e società civile in una prospettiva comparata)” si sono riuniti nel Centro di Studi Sociali (CES) dell’Università di Coimbra, istituto coordinatore diretto da Boaventura de Sousa Santos.

La ricerca è iniziata il primo marzo scorso e continuerà fino al 28 febbraio 2013, finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma-Quadro.

“Il progetto mira ad un lavoro in costante dialogo con le organizzazioni della società civile e dello Stato”, mette in evidenza la ricercatrice, aggiungendo che nel corso della sua durata saranno organizzati vari “workshops” e che le notizie riguardanti gli avvenimenti saranno continue. L’intenzione è che questi temi non rimangano confinati alle discussioni accademiche, sottolinea.

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Aprile 2010 08:24)

 

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