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Shameful honour

"Un vergognoso riconoscimento"

"L’azione politica di Craxi resta un esempio di modernità e di libertà. Craxi morì portando sulle sue spalle il peso e le responsabilità di un sistema politico in cui aveva dovuto muoversi ma del quale aveva saputo obiettivamente riconoscere e denunciare i difetti, le ambiguità e i rischi. Oggi appare evidente che fu l’unico statista a tentare di portare l’Italia fuori dalla partitocrazia". Una dichiarazione di Silvio Berlusconi.

Bettino Craxi, presidente del consiglio condannato, è stato riabilitato.

Scappato dalla giustizia. Il politico più pesantemente screditato nella storia della politica italiana, Bettino Craxi, due volte presidente del consiglio, morì in Tunisia nel 2000, dove si rifugiò per sei anni dopo aver perso l’immunità parlamentare. Poco prima del trasferimento in Tunisia, alcuni manifestanti l’avevano umiliato lanciandogli addosso monetine, fuori dal lussuoso albergo in cui viveva.

Leader del partito socialista dal 1976 al 1993, Craxi fu tra gli orchestratori  di un sistema in cui i partiti maggiori e i loro rappresentanti  ricevevano tangenti  dalle compagnie che partecipavano alle gare di appalto pubbliche. Il costo di queste "spinte" veniva quotidianamente addizionato al costo stesso del lavoro, contribuendo di fatto ad incrementare l’enorme debito pubblico con il quale gli italiani e i loro governi faticano tutt’oggi. Alla sua morte, Craxi era stato condannato a 11 anni per corruzione e finanziamento illegale di partito, e condannato o accusato in altri 5 casi simili.

Nonostante tutto, i residenti di Milano, città in cui nacque, potrebbero presto intitolargli una via. Per il decimo anniversario dalla sua morte, il prossimo 19 gennaio, il sindaco della città Letizia Moratti ha ordinato ai funzionari di trovare una via, un parco o una piazza da intitolare a Craxi. A Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto d’accordo a ricevere una delegazione della Fondazione Craxi (un’organizzazione che  promuove la diffusione della sua eredità politica e culturale) e sta riflettendo se accettare l’invito a partecipare a una cerimonia in parlamento.

Riabilitare Craxi potrebbe allontanare la nuvola che sta sopra al suo protetto, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Un decreto legislativo del governo Craxi (legge Mammì n.d.t.) del 1984 assicurò a Silvio Berlusconi, al tempo solo un uomo d’affari, il monopolio virtuale delle televisioni. Ma, le Pubbliche Accuse che si occuparono di Craxi protestano: riabilitare Craxi significa gettare discredito su di loro e sul lavoro dei giudici che l’hanno condannato. Tutto questo avviene quando Berlusconi è sul punto di introdurre riforme che potrebbero limitare il potere giudiziario.

Come Craxi fece al tempo, anche Berlusconi sostiene di essere la vittima di una caccia alle streghe da parte di magistrati politicamente schierati (comunisti, n.d.t.). “Gli italiani allora  non credevano a mio padre” dice sua figlia Stefania, giovane ministro (sottosegretaria agli Esteri n.d.t.) dell’attuale governo, “ Ma adesso, vedo, credono a Berlusconi.”

 

del 7 gennaio 2010, The Economist

traduzione di Jane Suskind

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Gennaio 2010 15:31)

 

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