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E tu saresti un fannullone?

Attenzione studenti dell'Università degli studi di Padova, senza che voi ve ne stiate preoccupando sta per essere approvato un aumento della tasse universitarie. Voi vi chiederete, come mai non ne abbiamo avuto notizia? beh il rettorato possiamo dire che ha fatto le cose a 'modino' invece di denominare questa operazione “aumento delle tasse” preferisce farla passare come: premiazione del merito studentesco, nominandola “bonus-malus”.
Il nuovo sistema funzionerà così: per ogni corso di laurea verranno calcolate due medie, la media dei voti e la media dei crediti che vengono sostenuti mediamente all’anno accademico per quello specifico corso di studi, a questo punto ad ogni studente verrà assegnato un "coefficiente di merito" che verrà raffrontato alla sua media di voti e crediti e a quella dell'intero corso.
Tutti gli studenti che hanno un coefficiente che si discosta di meno del 30% dal coefficiente medio del proprio corso di laurea vedranno invariata la propria tassazione. Chi ha una media più alta riceverà un uno sconto sulle tasse che varierà da 40€ a 200€, chi ha una media più bassa si vedrà aumentate le tasse da 40€ a 200 €.
Semplice no? In fondo, ce l’ha insegnato Brunetta, premiare i meritevoli e colpire i "fannulloni" è giusto! Peccato che le cose non siano così semplici, che ci sia la fregatura: il calcolo della media di riferimento per ogni corso di laurea verrà effettuato escludendo dal conteggio gli studenti fuori corso da oltre un anno - falsando il dato verso l'alto. Ben il 30% degli studenti dell'Università di Padova risulterebbero demeritevoli secondo i calcoli dell’Ateneo. Tuttavia non è questo trucchetto per alzare le medie dei vari corsi il più grande problema connesso a questa tassazione implementare, molto più grave è non considerare quelle che dovrebbero essere delle agevolazioni per gli studenti lavoratori... Esseri mitologici secondo il prorettore Scuttari che a riguardo ha dichiarato “una persona o studia o lavora!”, ed effettivamente l’Università richiede di entrare entro certi limiti difficilmente rispettabili: uno studente per essere considerato 'lavoratore' deve avere un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato da almeno un anno, che implichi un orario lavorativo di almeno 18 ore settimanali, e uno stipendio annuo di almeno 6500 €. In questo modo solo circa 600 studenti sono agli occhi dell'università degli studi di Padova dei lavoratori (sugli oltre 60.000 iscritti). In pratica coloro che stanno frequentando l’Università a 45-50 anni – pari all'1% degli iscritti totali.
Non si tiene minimamente conto di tutti quei ragazzi che per non pensare sulle proprie famiglie lavorano nei bar, nelle pizzerie, spessissimo senza un contratto regolare, non si ricordano gli studenti che svolgono il servizio civile, magari proprio  per l’Università, di tutti i ragazzi che lavorano l’estate nei parchi divertimento, nei villaggi vacanze, nelle spiagge o che vendemmiano. Studenti che per questo motivo, di fatto, sono impossibilitati a preparare gli esami della sessione autunnale di settembre. Tutti questi per il nostro ateneo sono gli immeritevoli. I quali non solo devono pagare più tasse perché frequentano l’Università per un numero superiore di anni, ma devono anche subire l’ingiustizia di pagare, per ciascuno di questi anni, altri 200 euro. 200 euro in più rispetto a quei loro compagni di corso più fortunati che, per loro fortuna, non hanno bisogno di lavorare per permettersi di poter studiare e sperare, una volta laureati, in un futuro in una realtà lavorativa che sia pertinente alle loro vocazioni.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 07 Aprile 2010 14:46)

 

Commenti  

 
0 #3 Francesco Terzago 2010-04-06 21:28 Io farei un discorso differente - pago le tasse per il servizio che mi viene effettivamente prestato: se il mio titolo di studio mi garantisce di trovare un lavoro pertinente alle competenze che mi ha fornito le tasse è giusto che io in genere le paghi - altrimenti no… Fila, no? Citazione
 
 
+1 #2 Serena 2010-04-06 17:12 solo una cosa mauri: il coefficiente di merito esiste già e già per ognuno viene applicato se si richiedono benefici; fra l'atro come lo spieghi è un po' semplicistico.
@chiara, il tuo discorso apre al fatto che bisognerebbe ripensare alle "tasse universitarie". Tuttavia attualmente il fatto reale è che han bisogno di far cassa. Con questa operazioncina ci prendono 1milione 800mila euro.
Citazione
 
 
0 #1 chiara 2010-04-06 16:43 Grazie! Domanda: questa operazione secondo te avrebbe senso se gli studenti in corso non dovessero pagare nulla? Cioè, io mi iscrivo e, finché sono in pari e con una certa media, all'università non dò un euro; solo se rimango indietro, comincio a pagare le tasse. Mi pare che in Germania valesse una regola di questo genere.. Citazione
 

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