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Onda Anomala - Breve analisi di un movimento

Quasi tutte le persone che hanno fatto l'Università hanno partecipato ad una manifestazione proprio mentre la frequentavano, e per di più una manifestazione che avesse a che fare proprio con l'Università stessa... Pochi movimenti però hanno avuto la forza mediatica che ha avuto l'Onda. Due sono le motivazioni che hanno portato questo movimento ad essere più pervasivo, una, ovvia a chiunque non sia rimasto chiuso in soffitta 2 anni fa, è l'enorme partecipazione al movimento stesso, tra ottobre e novembre 2008 la stragrande maggioranza degli studenti italiani si riconosceva nell'Onda. La seconda motivazione è legata alla diffusione di internet che ha dato la possibilità di creare in tempo reale una rete tra gli atenei italiani, favorendo così lo scambio di informazioni e la collaborazione tra persone altrimenti distanti e impossibilitate a comunicare.

L'Onda è nata dopo l'approvazione della legge 133/08 che in alcuni dei suoi punti prevedeva dei pesanti tagli alle Università pubbliche e la possibilità per le stesse di tramutarsi in fondazioni private. Analisi della legge giravano tra gli studenti, si creavano gruppi di discussione, si cercava di mettere in atto iniziative volte non solo a mostrare il forte dissenso studentesco ma anche propositive per portare a una riforma dell'Università che possa essere condivisa anche da chi l'Università la frequenta. Per questo al seguito dell'oceanica manifestazione del 14 novembre 2008 presso l'Università “La Sapienza” di Roma si è tenuta una due giorni di Workshop per discutere di Welfare, Ricerca e Didattica.

La tre giorni 14-15-16 novembre è stato senza alcun dubbio il momento più alto dell'Onda in cui sono state massime sia le adesioni sia l'attenzione mediatica. Alla manifestazione del 14 novembre avrebbero partecipato, secondo la questura, 200000 persone, in realtà eravamo molti di più. Un corteo gigantesco, la città di Roma totalmente paralizzata, mentre la testa era giunta a Montecitorio la coda si trovava all'incirca nella zona dei Fori Imperiali. Tutti i quotidiano del giorno seguente titolavano sull'Onda. Anche la due giorni di Workshop è stata partecipatissima e ha portato alla produzione di tre report.

Come dicevo la tre giorni è stato il momento più alto dell'Onda, poi il movimento prima lentamente poi in modo incredibilmente veloce, ha iniziato a perdere forza, per poi ridursi drasticamente a poche unità. Assemblee d'Ateneo che, a Padova, erano ridotte ad assemblea di una trentina di persone, il tutto in 2-3 mesi.

Per spiegare questa repentino calo i cosiddetti “esperti” hanno fatto diverse ipotesi, la voglia di un autunno caldo dopo diversi anni di silenzio studentesco, il ricorso alla violenza da parte di una frazione dell'Onda, le vacanze di Natale, l'arrivo degli esami. Per il caso di Padova si è anche parlato delle elezioni studentesche, collegando la fine del movimento a un boicottaggio da parte delle liste universitarie.

Il motivo è a mio parere differente. Nessuna sigla o partito alle spalle, mentre inizialmente alcuni giornalisti e politologi facevano rientrare il movimento nell'area PD o Cgil, nessuna organizzazione effettiva, per usare un termine caro alla vecchia intellighenzia, nessuna struttura. Questi due sono stati i veri punti di forza dell'Onda, ciò che permetteva a tutti di sentirsi rappresentati, proprio perché ognuno rappresentava sé stesso e dall'unione di tutte le singolarità nasceva il movimento.

Ora un movimento così organizzato non è fatto per durare nel tempo, la due giorni di Workshop del 15-16 novembre è sì stata un momento importantissimo di confronto tra realtà, ma di fatto è stato il punto di arrivo, un punto in cui l'Onda ha perso la sua forza d'impatto, a causa della difficoltà, per chi non fosse già in possesso di mezzi che gli permettessero un'analisi concreta delle problematiche avanzate nei report, di seguire l'evoluzione della discussione.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 30 Aprile 2010 16:50)

 

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