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UniPD, crisi e tagli, dove recuperare i soldi?

I tagli del governo all'Università (dl 180/08 tramutato in legge 1/09) hanno messo in ginocchio il mondo accademico italiano. Università che facevano della loro virtuosità finanziaria un vanto si ritrovano con bilanci dissestati, questo è anche il caso dell'Università di Padova, che ora si ritrova con un buco di circa 14 milioni di euro. 
Il problema che si pongono gli organi istituzionali è: dove e come recuperiamo i soldi per sanare i nostri conti? 
Come sempre c'è una soluzione semplice a questa domanda, la stessa soluzione che ha applicato il governo, ossia tagliare la ricerca. Però questo non basta, perché solo con i tagli alla ricerca non si riesce a far tornare la lancetta dal rosso al bianco, serve un altro stratagemma, "ma quale?" si saranno chiesti nella sala dei bottoni. "Non possiamo aumentare le tasse, ormai una parte degli studenti sta attenta a queste cose, pensate al casino per il bonus-malus." A questo punto hanno avuto la folgorazione, si sono fatti portare i dati di come gli studenti paghino le tasse e hanno proposto la loro soluzione.
Viene proposta una riduzione di circa 80 € alle fasce con un ISEE da 0 a 22000 €, una riduzione di circa 50 €, per la fascia che va da 22000 a 28000 €, un incremento proporzionale all'ISEE per chi si trova nella fascia tra i 28000 e i 50000 € e un aumento di 300 € per tutti gli altri. (Quelli che non presentano l'ISEE, e quelli che lo presentano ma che ce l'hanno sopra i 50000 € che sono il 45% degli studenti dell'ateneo).
Bene, bravi direte tutti voi. Una riduzione, seppur simbolica per le fasce più deboli e un aumento di 300 € per chi ha 50000 euro all'anno. In fondo cosa saranno 300 euro per chi ha un  ISEE così elevato?
Ed è proprio qui che ci sta l'inghippo, è qui che bisogna stare attenti e studiarsi bene le cose: il modello ISEE non prende in considerazione solo gli stipendi, ma prende in considerazione anche se la casa di residenza è di proprietà, ovviamente senza considerare se c'è un mutuo in atto, conteggiando il valore della casa. Qui c'è una simulazione per il calcolo dell'ISEE, nel caso in cui voleste provare.
Secondo inghippo: prendiamo l'esempio di uno studente che si è trasferito a Padova, non ha aiuti dai genitori o perché non vogliono darglieli o perché non li vuole, comunque non è qui che sta il punto del discorso e torniamo al nostro studente, che lavora per mantenersi la "stanza" e gli studi; questo non può presentare un ISEE personale perché difficilmente avrà richiesto il cambio di residenza e se l'avesse fatto per 2 anni comunque non potrà presentare un ISEE personale perché, e questo è il vero capolavoro, l'ISEE non si riferisce all'anno in corso ma fotografa la situazione di due anni fa. Bene, bravi, bis! Un ragazzo che magari vive con uno stipendio da 800 € al mese da cui fare uscire minimo 250 € per l'affitto di una stanza dovrebbe sostenere anche un aumento di 300 euro annuale sulle tasse universitarie?
Oltre al danno poi c'è anche la beffa. Ma non è finita qui, perché questo studente possa presentare il suo ISEE dovrebbe lavorare in regola, per almeno 18 ore a settimana, con un contratto da almeno due anni, e guadagnando almeno 6500 euro all'anno, così facendo si lasciano fuori tutte le forme di Servizio Civile, sarà un caso?

Ricordate il sistema bonus-malus? Uno stratagemma con il quale far pagare delle tasse supplementari (perché di questo si parla, uno studente fuoricorso le tasse le paghe già al massimo della rata in quanto andando fuori corso perde il diritto di avere qualsiasi tipo di sgravo fiscale), agli studenti fuori corso o agli studenti con una media inferiore a quella dei propri compagni. Grazie all'immediata mobilitazione studentesca siamo riusciti ad ottenere che il fattore media non influisca più, e avevamo avuto di fatto l'assicurazione che il sistema non sarebbe stato attuato in nessun modo. Adesso questo sistema è stato ritirato fuori e andrà a colpire maggiormente proprio quegli studenti che lavorano per mantenersi gli studi, che potrebbero vedersi aumentate le tasse andando a pagare fino a 2500 € all'anno!

Utilizziamo una simulazione con i metodi di una volta, diamo per scontato che lo studente non lavori in nero e non sia precario e anche che non sia ricattabile, diciamo anche che viene pagato puntualmente, con uno stipendio da 800 € (e credo che ce l'abbia uno studente lavoratore su 3, gli altri prendono meno) arriva ad avere 10400 € (800 x 13) toglietene 2500 e arriviamo 7900 €. Ora togliamo l'affitto della stanza 3000 € (250 x 12) e otteniamo 4900 €. Molto bene questa persona con meno di 5000 euro deve quantomeno mangiare e procurarsi i mezzi per studiare. E considerate che in questa simulazione ho utilizzato uno stipendio alto per uno studente e un affitto non alto, senza contare le eventuali spese per le bollette e altro...
In altri termini, come studenti non dobbiamo permettere che si decida di far scaricare su di noi i tagli del governo e che anche la politica immobiliare dell'Università (basti pensare all'ampliamento della facoltà di Lettere e FIlosofia) che forse era meglio evitare, perché se è evidente il bisogno di nuovi spazi è anche evidente che non ci sono soldi in cassa, la si faccia pagare a noi.
Quindi voglio dare un consiglio a tutti coloro che sono arrivati in fondo a quest'articolo: fate tutti la simulazione dell'ISEE, almeno provate, altrimenti dall'anno prossimo avrete una stangata. Oltre a questo si dovrebbero cercare dei metodi di dissenso, ad esempio, so che è una proposta utopistica, che gran parte degli studenti non paghino la prima rata delle tasse l'anno prossimo nel caso in cui questi aumenti vengano approvati. 
Non avrete un soldo da noi! 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Giugno 2010 14:33)

 

Commenti  

 
0 #2 maurizio 2010-06-04 19:02 Beh, basta spostare il tutto sulla seconda rata, comunque la mia è una proposta provocatoria, che avrebbe un minimo risultato soltanto se attuata da almeno il 10-15% degli studenti Citazione
 
 
0 #1 Serena 2010-06-04 16:35 non puoi non pagare la prima rata perchè prima rata=iscrizione. Citazione
 

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